Omaggio al teatro catanese

L’ambiente teatrale catanese è stato la mia “seconda casa” dal novembre 2008 quando sono entrata, come critico teatrale, per la prima volta allo Stabile per “Un bellissimo novembre” (recensione in cui demolii, senza alcun timore reverenziale, la protagonista tanto per farmi conoscere subito) fino ai primi mesi dello scorso anno, il 2011, quando, con mio marito, mi sono trasferita a vivere a Firenze.

Lentamente mi sono inserita in questo ambiente, giorno dopo giorno, goccia a goccia, con le mie recensioni ma, soprattutto, con la mia costante presenza in tutti i teatri, dal più minuscolo al più grande, in città e in provincia, cercando di avere il dono dell’ubiquità per poter accontentare tutti gli attori e attrici, registi, scenografi e musicisti che avevano iniziato a  volermi bene per l’assoluta sincerità delle mie recensioni e perché trovavo sempre e comunque un aggettivo positivo per ognuno di loro, dal più sconosciuto/a al/la più celebre.

Quante pomeridiane mi sono vista pur di essere presente poi anche a una serale! Quanti chilometri fatti per andare anche nei paesi etnei, dovunque ci fosse uno spettacolo in cui faceva piacere la mia presenza e la mia seguente recensione! Quante matineè mi sono “sciroppata” in mezzo a scolaresche vocianti, quante fiabe teatrali mi sono goduta tornando bambina in mezzo ai bambini!!!

Questo mio essere sempre e comunque “super partes” e assolutamente, totalmente apolitica, lontana da ogni bega ed estranea a qualunque maneggio, amante solo del TEATRO, quello fatto con il cuore, con la passione, con la voglia di comunicare mi ha fatto voler bene da tutti, indistintamente, in quegli anni anche perché amavo, a differenza dei “veri” e paludati critici teatrali che aborriscono farlo e inorridiscono al solo pensarlo come se fosse una cosa  indecorosa, andare subito dopo lo spettacolo nei camerini a fare i miei complimenti e abbracciare i singoli attori e attrici, registi e scenografi, possono testimoniarlo in tanti; oppure, ancora più bello, ho avuto l’onore e il piacere di assistere a tante prove, alla costruzione di uno spettacolo, al cosiddetto backstage, che mi ha fatto crescere teatralmente ancora di più e conoscere tanti artisti dal vivo e, con alcuni di loro, creare un rapporto di amicizia che dura ancora nel tempo nonostante la distanza geografica.