“Santa Giovanna dei Macelli” al carcere di Prato

Emozioni intense oggi per la sottoscritta alla casa circondariale di Prato dove, nell’ambito della prima rassegna nazionale “Teatro in carcere”, ha assistito, insieme a numerosi altri spettatori che hanno sfidato, come me, con assoluta disponibilità, sia il caldo che il lungo iter di controlli necessari a entrare in ogni carcere, a “Santa Giovanna dei Macelli”, liberamente ispirato alla celebre opera di Bertolt Brecht, che l’autore e regista Gianfranco Pedullà ha progettato, ideato e messo in scena.

Lo hanno aiutato in questo lavoro Rosanna Gentili, una straordinaria e commovente Giovanna, e Marco Natalucci, un duro e spietato magnate dell’industria Mauler. Hanno arricchito lo spettacolo, con la loro creatività, anche il musicista Massimo Altomare con la sua chitarra e la sua voce, Claudio Pini e le sue originalissime scene e i costumi ad hoc a cura della stessa Gentili.

Ma i veri protagonisti dell’evento teatrale sono stati i quindici detenuti di varie nazionalità, albanesi, nigeriani, un polacco, un rumeno e anche quattro italiani, che hanno dato il meglio di sé grazie alla disponibilità con cui il regista, gli attori e tutto lo staff tecnico li hanno presi per mano e, giorno dopo giorno, con infinita pazienza e, soprattutto, amore (lo stesso che ho regalato ai miei amici detenuti nei due anni del mio volontariato nel carcere di Augusta) li hanno portati a questo traguardo così importante per vari motivi: innanzitutto perché, come ha detto il direttore dell’istituto, si mette in pratica l’art.27 della nostra Costituzione che parla di recupero e riabilitazione per un futuro reinserimento nella società. E poi per la splendida tolleranza razziale, che porta poi alla solidarietà, che sono riusciti a ottenere tra questi ragazzi; e ancora per aver saputo capire le caratteristiche di ognuno di loro e aver trovato e cucito addosso i ruoli che più si confacevano loro.

Questa prima rassegna, iniziata ieri, durerà quattro giorni che saranno densi di eventi i quali hanno tutti, naturalmente, come denominatore comune il carcere e il teatro e che si svolgeranno in vari luoghi di Firenze e provincia per poi terminare sabato pomeriggio al carcere di Sollicciano con un incontro riassuntivo e conclusivo.