Intervista a Maria Teresa Collica, neo sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto (ME)

Anche la seconda sindaca a rispondere gentilemente alla mia intervista governa una città siciliana: dopo la gentilissima sindaca di Siculiana oggi leggiamo le risposte dell’altrettanto cortese sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto…ma le altre sindache italiane dove sono?

Anche in Sicilia come in tutte le altre regioni italiane esclusa la Sardegna che ha votato con un mese di ritardo, si è votato lo scorso 6 e 7 maggio con ballottaggio due settimane dopo ed ecco, in breve, alcuni dati statistici.

In Sicilia si è avuto il numero più alto di Comuni al voto, 147, e sono state elette ben 12 sindache che vanno ad aggiungersi alle 12 precedenti, 19 sindache sono davvero tante.

Su nove province siciliane 3, Caltanissetta, Enna e Siracusa, non hanno ottenuto alcuna sindaca.

Il dato che colpisce maggiormente è quello della provincia di Messina che si rivela la più “rosa” delle siciliane con 6 sindache su 44 comuni votanti, una vera valanga al femminile. I comuni messinesi governati da una sindaca sono ora, dal più grande come numero di abitanti al più piccolo: Barcellona Pozzo di Gotto,  41.258 ab, Maria Teresa Collica, e poi: Capri Leone – 4.016 ab – Bernardette Felice Grasso; Piraino – 3.803 ab – Calogera Maniaci Brasone; San Pieri Patti – 3.511 ab – Ornella Trovato;         Sinagra – 3.041 ab – Vincenza Maccora e Sant’Alessio Siculo – 1.346 ab – Rosa Anna Pia Fichera.

Ed ecco la mia prima domanda, dott.ssa Collica:

Quando ha deciso di candidarsi e perché? Che collaborazione ha ricevuto? Da chi? E quali ostacoli ha dovuto superare?

Ho deciso di candidarmi nella scorsa estate inizialmente senza pensare sinceramente di raggiungere questo obiettivo ma con l’intento di pungolare il centro-sinistra al fine di realizzare le Primarie e dare voce così ai cittadini di Barcellona Pozzo di Gotto che per la prima volta sono stati chiamati a scegliere il loro candidato sindaco. La collaborazione è venuta primariamente dal mondo dell’associazionismo e da tutti coloro che da sempre si impegnano in città per migliorare lo stato delle cose. In seguito anche alcuni partiti hanno supportato il mio cammino: Rifondazione Comunista, Sinistra ecologia e libertà, Italia dei Valori, Partito socialista. L’ostacolo principale è  stato la diffidenza verso un candidato donna che proveniva dalla società civile e quindi non aveva alle spalle una storia solida di partito.

Come intende governare una città così grande? A quali progetti darà la priorità?

Sicuramente la priorità sarà data alla messa in sicurezza del territorio (visto anche il drammatico evento che ha colpito la città lo scorso novembre). A seguire si sta lavorando alacremente per potenziare le attività produttive e permettere così alla città di risollevarsi economicamente. Un’attenzione particolare inoltre sarà dedicata allo sviluppo del territorio dal punto di vista culturale e sociale.

Nella sua città c’è un OPG, un ospedale psichiatrico-giudiziario, che ho visitato qualche anno fa insieme all’on. Bernardini e su cui ho scritto un articolo all’epoca: nei suoi progetti elettorali questa struttura così importante trova posto? Come? Le pongo questa domanda perché l’argomento carcere è, per me, prioritario essendo stata per due anni volontaria nel carcere di Augusta e avendo scritto e pubblicato il mio secondo libro su questa tematica.

La presenza a Barcellona Pozzo di Gotto dell’OPG è chiaramente un fatto assai rilevante per la vita cittadina. Stiamo seguendo con molta attenzione l’iter di applicazione dell’ultima legge approvata in proposito (la legge 9 discussa nel gennaio scorso) che dovrebbe portare al superamento della struttura nel marzo 2013. Grande parte avranno in questo percorso i Dipartimenti di Salute Mentale e le Aziende Sanitarie Locali, l’Amministrazione comunale sarà chiaramente a disposizione per quanto concernerà l’eventuale reperimento di strutture alternative e per supportare la creazione di percorsi di superamento di un istituto che, come è noto, non è semplicemente un istituto penitenziario ma porta con sè tantissime complessità. Saremo dunque a disposizione tanto della direzione dell’OPG quanto delle strutture sanitarie per fare quanto in nostro potere in questo percorso.

Ha in mente qualcosa riguardo al registro delle coppie di fatto e alla prevenzione dell’omofobia e della transfobia soprattutto nelle scuole? Glielo chiedo perché è un argomento, quest’ultimo, che mi tocca molto da vicino avendo scritto e pubblicato il mio primo libro sul mondo trans ed essendo io una docente che ha potuto constatare, durante il suo insegnamento, quanta necessità ci sia di aprire le menti degli adolescenti sul tema del bullismo edella  lotta all’omo-transfobia.

Abbiamo intenzione di istituire a Barcellona Pozzo di Gotto i registri per le coppie di fatto (non solo omosessuali) di modo da dare a livello locale dei segnali importanti in materia di difesa dei diritti. è chiaro che la normativa in materia di unioni civili non può essere modificata da un’amministrazione locale però abbiamo comunque intenzione di definire un modus operandi che dia segnali forti in questo senso anche istituendo uno sportello di osservazione contro le discriminazioni che possa monitorare le situazioni a rischio sul territorio e lavorare a progetti di sensibilizzazione e orientamento.

Dati che collaboro con un gruppo di toponomastica femminile che si occupa di censire quante strade e piazze nelle città italiane siano dedicate a donne e, di conseguenza, proporre nominativi di donne che abbiano lasciato una traccia nel loro campo specifico e che meriterebbero quindi l’intitolazione di una strada o di una piazza le chiedo se abbia voglia di collaborare con questo nostro gruppo segnalandoci se e quante sono le strade e le piazze di Barcellona dedicate a donne e se sia possibile incrementare questo numero.

Certamente sarei ben lieta di incrementare il numero di vie e piazze dedicate a figure femminili. Mi impegnerò per segnalare eventuali possibilità.