1478: congiura, recensione di Fausta Spazzacampagna

E così, dopo 10 anni, si è concluso il mese mediceo. E si è concluso in una maniera stupenda, in uno scenario accattivante come è il Teatro Romano di Fiesole: “1478: La Congiura”, uno degli eventi più tragici della storia della famiglia Medici, la congiura dei Pazzi, raccontata da un testo , indubbiamente uno dei più belli di questa lunga carrellata, uscito dalla penna, dalla fantasia, dal rigore storico e soprattutto dal grande cuore di Alessandro Riccio.

Quattro personaggi “forti”, quattro grandi interpreti..

Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo e Giuliano, donna dalla personalità forte che per difendere la famiglia è disposta a tutto, anche al sacrificio di uno dei figli pur di salvare il nome dei Medici. Lucrezia è interpretata dalla grandissima Fiorenza Brogi, che ha inaugurato il Mese Mediceo e lo ha chiuso stasera con la magia della sua arte.

Lorenzo de’ Medici, nei cui panni si è calato Alessandro Riccio (che è anche il regista dello spettacolo) all’inizio succube della grande forza di carattere della madre, ma che attraverso la spinta e l’amore del fratello raggiunge la consapevolezza di sé e del suo grande destino.

Giuliano de’ Medici, il bello e scapestrato fratello di Lorenzo, trascurato dalla madre quando era piccolo e per questo cresciuto più con il guardacaccia da cui ha imparato il coraggio e la forza di seguire il proprio istinto – un personaggio che sembra scritto su misura per il bravo…e bello…Daniele Favilli.

Francesco de’ Pazzi, l’artefice della congiura che vorrebbe sopprimere moralmente e fisicamente tutta a dinastia dei Medici, un personaggio subdolo e vendicativo, che stringe intrallazzi con Lucrezia con promesse ingannevoli, una bella interpretazione di Francesco Acquaroli.

Lucrezia, per salvare Lorenzo, condannerà a morte Giuliano fasciandogli una ferita con un nastro, segnale stabilito con Francesco che però verrà ucciso a sua volta. La congiura si ritorcerà contro i Pazzi che vogliono Lorenzo morto e sarà proprio Giuliano a far da scudo al fratello salvandogli la vita.

Alla fine Lucrezia si accascia accanto al corpo di Giuliano, finalmente con una carezza, e con un lamento flebile che sembra una ninna-nanna, e Lorenzo, sconvolto dalla morte del fratello e dalla rivelazione degli accordi della madre con il casato nemico, diventerà veramente il “Magnifico”., perché “Firenze è nata per vincere”!

Un’ora e un quarto di spettacolo circa, che non ha un attimo di sosta, un calo di tensione. Nella tragedia Alessandro trova anche il modo di far sorridere perché poi il rapporto che lega i due fratelli è molto umano e, a volte, riesce a superare le logiche del potere.

Tutto bello in questo spettacolo (come in tutti gli altri, d’altronde, ma qui con il cuore che trema un po’) la scena, i colori e le luci, gli splendidi costumi, le musiche che hanno sottolineato con gran pathos ogni momento.

Grandi, calorosi, sinceri gli applausi al termine dello spettacolo (ma tanti applausi ci sono stati anche a scena aperta).Alla fine Alessandro Riccio ha chiesto la parola ed ha ringraziato tutti, dai suoi collaboratori al pubblico, un mix che ha fatto grandi questi dieci anni di Mese Mediceo, ma in realtà il ringraziamento va al suo “genio fiorentino” che ha saputo regalare emozioni, commozione, sorrisi, incanto…

Si dice che quando si chiude una porta si apre un portone……Si è chiuso il mese mediceo e ci lascia tanti bellissimi ricordi….. cosa ci riserberà il futuro?