Villa Borghese di Adele Libero
Quell’alto pino
di Villa Borghese,
dove ho lasciato,
sospese, le speranze,
dei sedici anni miei,
tra i rami suoi:
il ragazzo, il primo bacio,
il gran pudore,
la prima rosa regalata,
il sogno nuovo.
E poi lo studio,
l’Università.
il lavoro.
Erano gli anni sessanta,
roseo futuro si prospettava.
Tutta la vita mia
tra quei suoi rami,
poteva srotolarsi
o passar via.

Che nostalgia Adele….
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A Villa Borghese ci andavo qualche anno prima…. quei pini, il laghetto… i ricordi si inseguono e si accavallono. Quella bimba, non più bimba, ma che vorrebbe sentirsi donna… il primo bacio e quel rossore che ora non va più… di moda. Quel pino sa le tue prime sensazioni d’Amore e… sorride anche lui nel ricordo.
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Da ragazza trascorrevo lunghissimi periodi a Roma. Non sono poi cambiata, in fondo, anche adesso spesso sono sola a guardare il cielo. Allora mi stendevo su di una panchina, di fronte all’orologio ad acqua, ascoltavo il rumore del vento tra i rami…Grazie, mi hai ricordato quei giorni e sono felice di non avere perso il desiderio d’infinito. Un bacio. Emma
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Fausta no, andavo solo in vacanza, da mio fratello.
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Quel pino ci sarà ancora come ci sono ancora le nostre speranze.
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Hai studiato a Roma, Adele? Io lavoravo a pochi passi da Villa Borghese….
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