Due donne, una tenda antica, fiaba di Giusy Monti, mia madre

Nonna Pina, per favore, ci racconti una favola? Ma non le solite, sono noiose…e poi le conosciamo a memoria! Inventane una tutta per noi, è più divertente!”“Va bene, state ad ascoltare: tanti anni fa c’era una bambina come voi, con i riccioli neri e le guance rosse. Andava quasi tutti i giorni a trovare la sua nonna – aveva il mio stesso nome, Giuseppina – una donna piccola piccola con un grande sorriso. Ogni volta accoglieva la sua nipotina con un regalo messo da parte apposta per lei o con il racconto di una nuova fiaba. Un giorno, mentre la bambina ascoltava sognante, il suo sguardo si posò curioso sulle grandi tende bianche attaccate alla finestra della cucina: erano tutte ricamate e, in trasparenza, si vedevano tanti angioletti che, felici, danzavano tenendosi per mano. Da quel momento, ogni volta che andava dalla nonna, la bambina restava incantata a guardarli, non riusciva a pensare ad altro, finché un giorno trovò il coraggio di chiederle quale fosse la storia di quegli angioletti. E la nonna cominciò: “Quando avevo diciotto anni ed ero appena sposata, tuo nonno Iano fu richiamato per andare in guerra. Pensavamo tutti e due che sarebbe tornato presto, e invece stette via per tre lunghissimi anni. Per ingannare il tempo, nell’attesa del suo ritorno, cominciai a ricamare una tenda, e poi l’altra; una volta finite, le ho attaccate a quella finestra e da allora sono rimaste sempre lì. Racchiudono i ricordi più cari della mia vita: hanno visto venire al mondo la tua mamma e poi te”. Sono passati tanti anni e la piccola nonna dal grande sorriso adesso non c’è più, e la casa dalle tende incantate è stata regalata alla nipotina, perché così aveva voluto la nonna. Quando la bambina, ormai grande, è tornata nella vecchia casa, la finestra della cucina era spoglia: le tende con gli angioletti ricamati non c’erano più. Le ha cercate dovunque e, alla fine, le ha trovate in fondo ad un vecchio baule polveroso. Felice e un po’ emozionata le ha attaccate alla finestra, sulle loro aste di legno chiaro. Forse, se qualcuno l’avesse vista, avrebbe notato nei suoi occhi il riflesso degli antichi ricami delicati, i segni di un racconto ormai tanto lontano”. “E’ bella questa storia, nonna, ma perché piangi?”

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