I prati di Sara di Iva Zanicchi – Mondadori 2005, recensione di Daniela Domenici

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Sì, avete letto bene, è proprio lei l’autrice di questo libro, la celebre cantante, l’aquila di Ligonchio, ed è anche la sua seconda opera, come ho scoperto in terza di copertina: nel 2001 aveva già dato alle stampe “Polenta di castagne” sempre edito da Mondadori.

Iva in versione scrittrice mi mancava e devo dire che sono felice di averla “scelta” sempre dagli scaffali della mia biblioteca preferita, è stato un contatto “a pelle”: ho percepito che mi sarebbe piaciuto e così è stato. Mi ha talmente preso sin dalle prime pagine che l’ho “divorato” in meno di un giorno, 200 pagine volate via senza rendermene conto e con la voglia, ora, di leggere anche il primo.

Iva è una vera narratrice-affabulatrice, una piacevolissima scoperta; per darvi un’idea di cosa tratti questa sua opera prendo in prestito le parole della seconda di copertina: “I prati di Sara è soprattutto una bellissima storia d’amore e d’amicizia, pervasa da un freschissimo profumo di lavanda e attraversato da una venatura di soprannaturale, impalpabile e affascinante come un riflesso verde nei capelli. Sullo sfondo di un’Italia non ancora moderna, incrinata dalle leggi razziali, l’autrice dipinge a tinte vive il ritratto di una ragazza dalla nobiltà spontanea, dall’innocenza indomita. Un personaggio straordinario nel quale ritrovare la propria voglia di sogno e di magia”…e questa ragazza che ci fa sognare è Emma, la splendida protagonista di questa storia fiabesca che va dritta al cuore, e con lei la sua amica-sorella Ilde e tutti gli altri personaggi straordinariamente “dipinti” da Iva.