“Non volare via” di Sara Rattaro, recensione di Daniela Domenici

non volare via

Mi aveva fatto già innamorare con il suo “Un so qualunque di te” del 2011 che ho recensito (come tutti i libri che incontrano il mio gusto) esattamente un anno fa

https://danielaedintorni.com/2013/01/30/un-uso-qualunque-di-te-di-sara-rattaro-recensione-di-daniela-domenici/

e anche con questa sua ultima creazione letteraria “Non volare via” la scrittrice genovese Sara Rattaro è riuscita nell’intento: sorrisi e commozione, in una parola, emozioni a profusione e ininterrotte per tutte le 214 del libro che ho divorato e che avrei voluto continuasse ancora.

Nell’intervista all’autrice posta alla fine del libro leggo nella prima domanda a lei rivolta: “è un romanzo intenso sui delicati meccanismi che reggono i legami familiari ma è soprattutto una storia sulla forma dell’amore in ogni sua forma e sull’importanza delle scelte. Da dove nasce l’idea del libro?” e la Rattaro risponde: “come spesso mi capita non esiste un vero punto d’inizio delle storie che racconto. In qualche modo sono loro a trovarmi e non mi abbandonano finché non riesco a dare loro la vita che meritano…”

Mi sembra che queste parole rendano perfettamente in sintesi il cuore di questa nuova opera: l’amore in tutte le sue forme e i legami familiari, quelli che intercorrono tra i quattro formidabili e commoventi protagonisti della storia: Sandra, Alberto e i loro due figli, Alice e Matteo, il vero cuore propulsore della vicenda.

Intorno a loro ruotano altre persone che entrano, in modi diversi, nelle vite di Sandra e Alberto, stravolgendole ma che serviranno a entrambi a fare delle scelte finali mature e consapevoli in nome, appunto, dell’Amore.

“…per essere straordinari non è necessario essere perfetti” dice l’autrice e “Non volare via” è la storia di un amore grande e imperfetto, è il romanzo di Matteo, un bambino coraggioso, di Alberto, un padre spaventato e di Alice, sua sorella, una ragazza con i piedi per terra. Ma anche quello di Sandra, una madre che non ha dimenticato di essere donna a cui suo marito Alberto scrive, nel capitolo finale a lei dedicato, “sei tu che hai saggezza da vendere e che sei sempre pronta a portarci in salvo…”

Originalissima l’idea di intitolare i vari capitoli con frasi tratte dal gioco degli scacchi, un escamotage che lega in un unicuum Alberto, suo padre, i suoi figli, Alice e Matteo e, alla fine, anche Sandra.

Concludo con le parole finali della seconda di copertina: “…questo è il momento indecifrabile della vita in cui amore, colpa e perdono si fondono in un unico istante”.