“Le donne della Divina Commedia”, ebook di Caterina Chiofalo, recensione di Daniela Domenici

 le donne della divina commedia

Quando l’autrice mi ha proposto di leggere questa sua opera ho risposto subito affermativamente per due motivi: amo da sempre, grazie alla mia meravigliosa docente nel triennio del liceo, poetessa e studiosa Helle Busacca che la sapeva tutta a memoria, la “Divina Commedia” e da tempo mi occupo, nel mio sito-salotto letterario online, di donne quindi la mia adesione è stata immediata e spontanea.

Caterina Chiofalo, docente di lettere in un liceo siciliano, ha scelto cinque donne della Commedia e ha immaginato le loro storie d’amore e sofferenza basandosi sui dati storici ma colorandole con la sua fantasia creativa.

Dante incontra le prime due donne nell’Inferno, le altre due al Purgatorio e la quinta in Paradiso, alcune di loro sono rimaste nella memoria collettiva, di altre si sa un po’ meno e ringrazio quindi l’autrice per avercele riproposte in questa veste.

Tutte queste donne hanno subito, in qualche modo, la violenza dei rispettivi mariti o compagni perché il loro parere non contava niente, erano trattate alla stregua di begli oggetti da mostrare ma anche da tradire, spostare come pedine o far sparire a proprio piacimento.

Inaugura questa raccolta la più celebre delle cinque, Francesca da Rimini, celebrata da Dante nel quinto canto dell’Inferno, che per colpa del suo amore verso il cognato Paolo viene uccisa insieme a lui dal marito Gianciotto Malatesta.

La seconda donna scelta da Caterina Chiofalo è Marzia, moglie di Catone, che si sacrifica, nonostante l’amore che la lega al marito da cui ha avuto dei figli, ad andare in sposa a un altro uomo per un motivo politico ma che tornerà poi da lui, alla morte di quest’ultimo, per vivere finalmente insieme con serenità.

E ora entriamo in Purgatorio per incontrare la terza donna, Pia dè Tolomei, che s’innamora, all’inizio ricambiata, di un nobile maremmano, Nello de’ Pannocchieschi, ma che alla fine viene tradita e poi fatta sparire in silenzio e di notte dal marito che spudoratamente ricomincia una nuova vita con la nuova donna, Margherita, ma che perderà la pace e impazzirà per il rimorso del delitto commesso.

L’altra donna scelta da Caterina Chiofalo è Donna Sapia, sposata con Ghinibaldo dei Saracini a Monteriggioni vicino a Siena la cui vicenda è intessuta dalle guerre tra Guelfi e Ghibellini di quel periodo. Anche Sapia comincia a essere trascurata dal marito e cambia carattere, comincia a covare propositi di vendetta e spera che la battaglia in cui è impegnato suo marito finisca con la loro sconfitta. Ma quando le portano il cadavere di Ghinibaldo rinsavisce immediatamente e cerca di espiare, dopo l’incontro con un frate francescano, Pier Pettinaio da Siena, dedicandosi a opere di carità.

Quinta e ultima delle donne scelte dall’autrice, e siamo arrivate in Paradiso, Piccarda Donati che aveva fatto la scelta di vivere in un convento di Clarisse dove aveva trovato la sua serenità e il suo appagamento ma che fu costretta, con la forza e la violenza, dai fratelli a lasciare la vita religiosa e a sposarsi con un nobile, Rossellino della Tosa, per una serie di motivazioni politiche. Piccarda si sacrifica, prova a portare avanti questo matrimonio non voluto ma lentamente si ammala e muore; dopo la sua morte le sue preghiere sortiscono l’effetto da lei sperato: suo fratello Corso si pente e chiede perdono pubblicamente del male che le aveva fatto.

Mi auguro che Caterina Chiofalo dia seguito a questa sua raccolta di donne arricchendola con altre figure perché anche dalle loro storie le donne possano trarre spunti per non subire più lo strapotere e la violenza degli uomini.