Trans: riequilibrare corpo e psiche alla BiblioteCanova. Pensieri e impressioni di Fausta

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Con la disponibilità che la contraddistingue, ieri pomeriggio 24 novembre 2014, la BiblioteCa Nova dell’Isolotto a Firenze ha ospitato la presentazione di due libri con un tema particolarmente difficile e delicato “Trans: riequilibrare corpo e psiche”. Relatrice – che è anche autrice di uno dei testi “Fabiola, storia di una trans” – è stata Daniela Domenici, oramai ben conosciuta dalle operatrici della Biblioteca e dalle molte persone che l’hanno seguita nella sua opera di divulgazione e recensione di testi sempre particolari e interessanti. L’ospite, autore del libro “Camminavo rasente i muri” (autobiografia tascabile di un transessuale) è Massimo D’Aqino che nel suo breve (solo 50 pagine) ma corposo libro ha raccontato la sua storia di FtM cioè di un persona che ha percorso la difficile strada della transessualità per riequilibrare appunto il suo essere uomo a un corpo femminile che non lo corrispondeva. Due facce di una stessa realtà: da una parte Fabiola che in un corpo di uomo sa di essere donna e per questo vive e lotta per poterlo affermare apertamente, dall’altra Massimo che già da bimba si sente uomo e vede crescere il suo corpo non in sintonia con il suo essere. Tante sono le problematiche che vengono affrontate, dalla difficoltà dell’accettazione da parte degli altri allo scontro con un sistema medico che ancora difficilmente sa come affrontare questa realtà, dall’obbligo di sottostare a mentalità ancora chiuse e grette sia in campo legislativo che medico…per non parlare dell’accettazione delle persone. Particolarmente difficile e dolorosa poi la difficoltà della persona stessa che sente impellente la necessità di scavare dentro di sé per potersi finalmente essere se stesso fino in fondo, in armonia corpo-spirito. Tante sono anche le difficoltà quotidiane che una persona deve affrontare (tanto per rendere un’idea pensate all’uso dei bagni nei locali pubblici). Massimo racconta con grande delicatezza, pur non levando nulla alla durezza dell’argomento e alle forti e talvolta dolorose – anche fisicamente – umilianti situazioni, con grande senso dell’umorismo e con un sorriso coinvolgente. Bisognerebbe che questo argomento fosse trattato con platee più ampie – prima di tutto penso ai giovani perché hanno poca conoscenza della realtà e sono indotti dalla mentalità comune a fermarsi a frasi fatte con una superficialità che non aiuta a comprendere la verità di queste persone che non solo non hanno niente di diverso o tanto meno malato ma anzi sono quasi sempre più profondi e comprensivi dei cosiddetti”normali”, loro sì malati di preconcetti