“Dentro ogni cosa si cela un significato” di Ilaria Elmo

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Vengo da tantissimi anni al Gaslini. Si trovano, in questo ospedale, molti bambini che devono sopportare il dolore dovuto alle loro tremende malattie, con cui devono imparare a convivere. Nonostante soffrano tanto, però, riescono quasi sempre a trovare la forza per sorridere. Qui il clima è comunque pesante; è una reazione a catena: se uno si lascia visibilmente sopraffare dalla paura e dalla tristezza gli altri lo seguono automaticamente. Le infermiere, invece di aiutarci, ci fanno sentire deboli: credono che le nostre lacrime non siano giustificate, ma se fossero al nostro posto cambierebbero all’istante idea. Ogni volta che vengo qui apro gli occhi sulla realtà che mi circonda e rimango veramente colpita vedendo che i bambini sorridono perché significa che non hanno perso la voglia di vivere. Quando cresceranno saranno davvero soddisfatti del loro percorso e capiranno il vero motivo per cui hanno sofferto tanto. Questo lo so perché quando ero piccola io più volte mi sono chiesta perché dovessi soffrire. Sono arrivata sul punto di odiarmi, non riuscivo ad accettare la mia disabilità. Poi però con il passare degli anni ho iniziato ad apprezzarla, ho notato che ogni privazione dovuta ad essa mi regalava qualcosa di più grande: a Genova ho conosciuto le mie migliori amiche, sono maturata e ho arricchito le mie conoscenze. Queste cose non sarebbero mai accadute se io non avessi una disabilità.