Laura Cereta, una delle più grandi scrittrici umaniste e femministe italiane del 15esimo secolo, da me tradotto e rielaborato.

 LauraCereta

Laura Cereta, nata nel 1469 e morta nel 1499, è stata una delle grandi scrittrici umaniste e femministe italiane del 15esimo secolo. Cereta fu la prima a porre le tematiche delle donne e le sue amicizie con donne al centro della sua opera.

Cereta fu una delle migliori studiose a Brescia, Verona e Venezia negli anni tra il 1488 e il 1492, nota per la sua scrittura in forma di lettere ad altri intellettuali. Le sue lettere contenevano le sue faccende personali e le sue memorie infantili e discutevano tematiche come l’istruzione delle donne, la guerra e il matrimonio.

Come il primo grande umanista Petrarca Cereta sostenne di cercare fama e immortalità attraverso la sua scrittura. Sembra che le sue lettere fossero destinate a un pubblico generale.

Cereta nacque nel settembre 1469 a Brescia da una famiglia di alto ceto. Era una bambina malata che soffriva di insonnia. Era la prima di sei figli. La sua famiglia era molto popolare in Italia per lo status di suo padre.

Silvestro Cereto era un procuratore e un magistrato del re e sua madre, Veronica di Leno, una famosa affarista. Poiché suo padre credeva nell’istruzione all’età di 7 anni Cereta fu mandata nel convento. Là dedicò la sua vita a scopi intellettuali e iniziò i suoi studi; imparò principi religiosi, lettura, scrittura e latino con la priora che ebbe una grande influenza nella vita di Cereta come sua docente e mentore. La priora insegnò a Cereta a usare la notte tarda per e le ore prima dell’alba mentre tutti dormivano per ricamare, scrivere e studiare. All’età di sette anni la sua insegnante guidò i suoi corsi di grammatica latina. Le insegnò anche come fare quadri utilizzando un ago, abilità che praticò giorno e notte. Dopo due anni in convento suo padre chiese che Cereta tornasse a casa per prendersi cura dei suoi parenti all’età di nove anni. Dopo qualche mese a casa tornò in convento per studiare ancora. All’et di dodici anni suo padre la volle a casa di nuovo per prendersi cura di varie responsabilità domestiche tra le quali seguire l’istruzione dei suoi fratelli e serve suo padre come segretaria. Sembra probabile che suo padre l’abbia guidata nei suoi studi post-elementari. All’epoca Cereta mostrava grande interesse alla matematica, all’astrologia, all’agricoltura e al suo argomento preferito: la filosofia morale.

Nel 1484 all’età di 15 anni Cereta si sposò con Pietro Serina che era un mercante di Venezia ma che aveva gli stessi interessi negli studi. Dopo 18 mesi suo marito morì per un’epidemia. Non avevano avuto figli e non si risposò mai. Cereta si riprese dopo due anni dal dolore per la morte del marito e iniziò a immergersi più profondamente nei suoi studi letterari e nelle sue opere.

Continuò a scrivere le sue lettere a un ristretto circolo familiare e di amici discutendo interessi personali come i suoi difficili rapporti con la madre e il marito. Queste lettere forniscono anche una descrizione dettagliata delle esperienze private di una donna premoderna. Prese insieme sono testimonianze di una donna e dei suoi persistenti interessi femministi. Difendeva il concetto di istruire le donne e contestava l’abuso delle donne sposate. Inoltre nelle sue conferenze pubbliche e nei suoi saggi Cereta esplorava la storia dei contributi delle donne alla vita intellettuale e politica dell’Europa. Era contraria alla schiavitù delle donne nel matrimonio e paladina dei diritti delle donne a un’istruzione superiore, le stesse tematiche che avrebbero occupato le pensatrici femministe nei secoli seguenti. Per questo studiosi come Diana Robin la considera una protofemminista.

Nel 1488 Cereta assemblò 82 delle sue lettere in un volume che era basato sul modello petrarchesco chiamato “Epistolae Familiares” e scritto con un dialogo burlesco sulla “morte di un asino”. Lo dedicò al suo patrono, il cardinale Ascanio Maria Sforza. Le sue opere circolarono ampiamente in Italia all’inizio dell’era moderna. Comunque questo volume rimase inedito fino al 17esimo secolo; il manoscritto circolò dal 1488 al 1492 tra gli umanisti a Brescia, verona e Venezia. Si è sospettato che lei facesse ciò per cercare una legittimazione come scrittrice. Sei mesi dopo che le sue lettere furono pubblicate suo padre morì. Dopo la sua morte non si sentì più ispirata a scrivere.

Laura Cerata morì alla giovane età di 30 anni. La causa della sua morte è ignota. Nessuno dei suoi scritti degli ultimi anni della sua vita sono sopravvissuti. Fu onorata con un funerale pubblico e con festeggiamenti a Brescia e questo era non comune per molte donne. E’ ricordata come una grande donna che pose le basi per molte scrittrici femministe e umaniste dopo il Rinascimento.

Da WIKIPEDIA

 

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