La donna che ritraccia le orme delle nostre esploratrici dimenticate e combatte il sessismo, di Cathy Bussey, da me tradotto e rielaborato

jackihillmurphy

Se pensate a un “adventurer” vi vengono in mente uomini barbuti e muscolosi in scarponi da trekking. Raramente s’immagina una ex docente bionda, snella e madre di un figlio.

Jacki Hill-Murphy è tanto lontana dall’aspro esploratore vichingo stereotipato quando è umanamente possibile. Ma lei non solo ha viaggiato nei luoghi più inospitali del pianeta ma facendo così ha ritracciato le orme di alcune donne poco conosciute ma non meno straordinarie che hanno tracciato un sentiero 300 anni fa.

Se le esploratrici sono non comuni oggi erano virtualmente dei fenomeni nell’era in cui Hill-Murphy cercò di emularle. La maggior parte delle donne che lei ha seguito hanno dovuto superare difficoltà estreme con poco o nessun supporto e in un’età che non aveva alcun interesse alle realizzazioni femminili.

I suoi viaggi l’hanno vista ritracciare le orme della prima donna a navigare il Rio delle Amazzoni in tutta la sua lunghezza e l’ascesa del Mount Cameroon con l’abbigliamento vittoriano tradizionale. Mentre faceva quest’ultima pensava a Mary Kingsley, l’esploratrice il cui viaggio lei stava ricreando, vissuta durante il 19esimo secolo quando le convenzioni del tempo.

“Era costantemente con abiti bagnati” spiega Hill-Murphy, 60 anni “Viaggiava con un gruppo e c’erano sempre occhiate su di lei. Non poteva essere mai sola per cambiarsi e allora stava semplicemente con gli abiti bagnati tutto il tempo”.

Fu questa testarda determinazione che vide Kingsley avere successo nella sua missione. Il suo gruppo, eterogeneo e malamente attrezzato per la sfida, si rifiutò di continuare così lei arrivò in vetta da sola. Presumibilmente riuscì almeno a cambiare i suoi abiti.

Hill-Murphy dice che è sempre stata attratta dall’avventura e dal viaggio. Ma con una famiglia da tirar su il suo girare il mondo si è limitato a trasferirsi a Istanbul con suo figlio per lavoro per due anni.

Poi quando suo figlio è andato all’università si sentì ispirata a lasciare il suo lavoro di insegnante di inglese e di teatro a Bristol in cerca di un cambiamento.

Nel 2007 Hill-Murphy si sentì libera di seguire il suo amore per l’avventura e mettersi alla prova come regista di film allo stesso tempo. La storia di Isabelle Godin che aveva studiato all’università colpì il suo interesse.

Godin completò un viaggio epico lungo il Rio delle Amazzoni alla fine del 18esimo secolo in cerca di suo marito che non vedeva da 20 anni dopo che erano stati separati dalla politica coloniale. La sua spedizione con 42 persone lunga 3.000 miglia attraverso il bacino del fiume vide il suo gruppo abbandonato senza canoe, disertato dalle guide, annegato e colpito da morsi di insetti infetti.

Morirono uno a uno finché Godin fu l’unica sopravvissuta e perfino lei stava per soccombere dopo aver vagato nella giungla da sola per 9 giorni prima di essere salvata da un accampamento indiano. Fu riunita a suo marito nel 1770 e ritornarono in Francia insieme.

Per raccontare le intrepide esploratrici che ammira così tanto Hill-Murphy è andata avanti e ha fatto tutto da sola, senza sponsors, girando da sola i propri film e scrivendo un libro “Adventuresses: Rediscovering Daring Voyages into the Unknown”.

Ora sta scrivendo la storia di Kate Marsden, una missionaria ed esploratrice britannica che divenne un’eroina dopo aver avuto il sostegno della regina Vittoria e dell’imperatrice di Russia per viaggiare nelle selve della Siberia per portare aiuto ai lebbrosi.

Il viaggio di 2.000 miglia di Marsden e il suo lavoro con i feriti non la fece amare da tutti e soffrì, dice Hill-Murphy, “l’assassinio da parte dei media. Lei era molto enigmatica e la stampa la odiava. Così fece il resto del mondo e lei morì in povertà nella selva siberiana”.

Dopo aver ritracciato il suo viaggio Hill-Murphy è diventata così nota in Siberia che è stata invitata a parlare davanti a importanti politici sui diritti umani. Parla frequentemente agli eventi, ai seminari e alle conferenze delle proprie avventure e delle donne che le hanno ispirate e visita anche le scuole come hanno fatto le viaggiatrici che lei ha seguito.

http://www.telegraph.co.uk/women/life/meet-the-woman-retracing-the-steps-of-our-forgotten-female-explo/

https://danielaedintorni.com/2015/11/20/celebriamo-le-straordinarie-donne-viaggiatrici-del-passato-di-alessandra-alonso-da-me-tradotto-e-rielaborato/