“Sotto la pelle dell’orsa” di Roberta Mazzanti, Iacobelli editore, recensione di Daniela Domenici

mazzanti

Due brevi testi di finissima scrittura tra il memoir e la riflessione sull’esser donne nel XXI secolo”: queste parole in quarta di copertina ci raccontano, in estrema sintesi, cosa troveremo in questo libro curato nei minimi dettagli da Iacobelli editore e scritto da Roberta Mazzanti, docente, editor e tanto altro ancora.

Due elementi mi hanno colpito in particolare; in primis la “finissima scrittura” succitata, asciutta, senza fronzoli, molto ricca e densa di termini ricercati, insomma, una scrittura non facile a primo impatto, così rara e preziosa da trovare e che amo tanto.

Il secondo elemento è che Mazzanti denuda la sua anima, ce la porge con straordinaria, assoluta sincerità, si racconta come figlia nel suo rapporto con la madre, come donna nel suo gestire la propria bellezza e la propria femminilità negli anni spartiacque intorno al 1968 con lievi, delicati accenni anche a un suo problematico rapporto col cibo.

Davvero coraggiosa Mazzanti in questo suo voler andar “dritta al tema dello sguardo reciproco fra donne e perciò alla prima esperienza, quella fra madre e figlia…”. E si confessa ancora di più quando dice “racconto la relazione tra me e la mia mamma, noi due in carne e ossa e pensieri. Racconto quello che ci siamo date, come ci siamo riflesse, attese e disattese da quando sono nata fino a oggi, nel tempo in cui io ho superato i sessant’anni e lei gli ottanta”. Ringrazio l’autrice che mi ha fatto venire il prorompente desiderio di creare qualcosa di simile.

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