Inverno annebbiato, di Adele Libero

inverno2

 

Sbrilluzza dentro gli occhi quella luce

di briciole d’un sole ch’è bugiardo,

che insegue quei riflessi sopra il tetto,

lampi di pioggia.

Intorno freddi raggi, radi fiori,

le panchine zitelle al pomeriggio,

in centro lo smog forte dei motori,

tra le vetrine d’oro qual brillanti.

Mi godo quei vestiti, l’alte scarpe,

dal tacco almeno quindici, che belle,

scarpe da donna, proprio come quelle

che provavo, in segreto, di mia madre.

E lei rideva d’un gioco bambino,

con l’aria d’ignorare tutto quanto:

il mio vero me stesso, i desideri,

il pianto che io mi portavo addosso !!

Ed anche adesso, lo so, vorrei i tacchi,

una parrucca matta, truccare gli occhi.

Mi sento tanto sciocco e lì l’impicco

I desideri dentro l’io ufficiale.

Quello “normale”.