Evasione da Sollicciano, breve riflessione di Daniela Domenici

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Come molte/i di voi sanno quest’anno insegno inglese nel carcere di Firenze, sono rientrata in un carcere dopo sei anni e mezzo per mia scelta: prima volontaria, ora docente.

Quando ieri sera è apparsa la notizia dell’evasione di tre detenuti e stamattina ne sono stati dati i dettagli mi è venuto naturale fare le seguenti due riflessioni.

Innanzitutto la nazionalità dei tre evasi, sono rumeni: due dei miei alunni sono della stessa nazionalità e sono tra i migliori nella mia materia; prima riflessione: mai fare di ogni erba un fascio.

Secondo pensiero: io che, come tutti e tutte i/le mie/i colleghe/i, tre volte la settimana devo superare, per arrivare nella zona scuola, quasi una decina di posti di controllo e portoni vari e, soprattutto, dopo che ho potuto vedere dal di dentro com’è stato progettata e realizzata architettonicamente questa struttura mi chiedo come siano riusciti, a parte fare il buco nel muro della cella, a calarsi col lenzuolo al di là di quel muro, una vera acrobazia…

 

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