Manifesto elettorale in favore della lista “Potere al popolo”, di Pasquale De Feo

Ho appena ricevuto una lettera dall’amico Pasquale De Feo, detenuto condannato all’ergastolo attualmente nel carcere di Oristano, nella quale mi ha accluso questo manifesto da lui redatto in favore della lista “Potere al popolo” che si presenterà per la prima volta alle elezioni del 4 marzo.

Mi ha chiesto di copiarla e di farla girare; lo faccio con infinito piacere.

“Ci rivolgiamo a tutti i carcerati, le loro famiglie e chi tiene a cuore il rispetto della Costituzione e lo Stato di diritto di votare alle prossime elezioni del 4 marzo la lista Potere al popolo che ha messo in cantiere un programma sulla giustizia da fare invidia alle civiltà scandinave del Nord Europa.

Il coraggio di inserire nel suo programma l’abolizione dell’ergastolo e quella del 41bis, due torture che il sistema istituzionale e la setta giustizialista negli ultimi 25 anni hanno fatto quadrato per difenderle, nonostante ci siano state censure sia della Corte Europea sia dalla Commissione dei diritti umani dell’ONU e anche dal Papa che li ritiene tortura. Marita da parte nostra l’impegno di aiutarli alle elezioni.

È palese che non possiamo aspettarci niente dagli altri partiti e coalizioni. Tutti fanno a gara per leggi repressive e restringimento della vivibilità penitenziaria; pertanto la lista Potere al popolo è una boccata d’ossigeno per noi detenuti contro il giustizialismo che rozzamente imperversa.

Il programma di Potere al popolo è molto garantista e non riguarda solo le due elencate riforme abolizioniste ma ci sono anche altri miglioramenti:

  • Abolizione dell’ergastolo
  • Abolizione del 41bis
  • Un provvedimento di amnistia e indulto
  • Riforme per un ampio utilizzo delle pene alternative
  • Territorializzazione della pena
  • Intervento legislativo affinché finisca l’interpretazione delle leggi da parte delle direzioni nelle carceri.

Questo appello a impegnarsi a votare Potere al popolo e per dare a noi stessi e alla civiltà di questo Paese la speranza di un futuro migliore, dentro e fuori dal carcere”.

 

 

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