Cose di Sicilia, di e con Cinzia Caminiti Nicotra, recensione di Giovanni Carlino

foto di Renata De Simone

Per cominciare, Ignazio Buttitta e la sua poesia testamento “Lingua e dialettu”:…Un populu diventa poviru e servu quannu c’arrobbunu a lingua addudata de’ patri, è persu ppi sempri…

E’ l’nizio di “cose di Sicilia” parole scandite da una voce calda, determinata, antica.

Note basse e sicure accompagnano tutta la piece. Sia nel canto che nei testi di quelle storie dal sapore arcaico e profetico insieme. I canti tra i più rappresentativi, le Parità (di Serafino Amabile Guastella) e i testi sacri (del Pitrè e Salomone Marino) per raccontare un popolo e la sua anima, un popolo e il suo atteggiamento di fronte alla difficile lotta per l’esistenza, un popolo spesso rassegnato al volere di Dio. Un Dio umano, palpabile, convincente che “va ppi lu munnu munn”, e dà, toglie, regala, decide,sostiene, ordina, consiglia… cosicché “Chiddu ca Diu ha distinatu non si po’ cangiari!” e… “poveri e ricchi semu cornuti!!!!”, e poi “ Eccu pirchì la giustizia la desi sempri vinta a li ricchi, pirchì sintia sulu di n’aricchia”… e dopo “E mannatini una bona senza lampi e senza trona…”e ancora“…chissu quannu servi ppi mettiri giudiziu a mugghieri si chiama raggiuni!”…

Per tutti quei 60 minuti carichi di pathos e di coinvolgimento puro, un silenzio assordante in giardino, atmosfera da oratorio, “parabole” lette e poi buttate via con veemenza o posate lievemente o appallottolate o fatte volare via; “precetti” da conservare dentro o da tenere da conto. Vangeli, apocrifi cioè falsi ma Vangeli, ai quali il popolo si affida totalmente e dei quali ne fa leggi morali…

Intrecci di musica e parole. Ninne nanne e canti di lavoro mischiati a “cunti” ora duri, ora ironici, ora tristi e ora lieti e ancora filastrocche, giochi di fanciulli e canti d’amore: La Sicilia.

Terra di poesia e di preghiera e una preghiera nel finale fa sobbalzare: la stessa dell’inizio, “Un populu mittitilu alla catina spugghiatilu, attuppatici a vucca è ancora libiru… diventa poviru e servu quannu c’arrobbunu a lingua addudata de’ patri, è persu ppi sempri”… questa volta recitata come un rosario mentre con la lunga treccia colorata l’interprete va a formare in terra una ideale Sicilia… la stessa treccia che diventa un fagotto da accudire e tenere stretto tra le braccia, una creatura alla quale cantare… oh lari oh ora veni lu patri to’ e ti porta la siminzina la rosa marina e lu balicicò. Oh oh oh dormi figghia e fatti la vò.

“cose di Sicilia” è un contenitore, uno scrigno nel quale Cinzia Caminiti, ricercatrice appassionata di Cultura popolare siciliana, in tanti anni ha conservato e conserva ancora tutto ciò che riguarda la storia della sua terra: sono colori, sapori, suoni, costumi, fotografie, immagini, sono racconti, poesie… sono tutte e solo cose di Sicilia e dal quale per questa occasione, da un baule posto lì a vista sulla scena ma anche da alcune vecchie valige o da dietro un paravento, ha idealmente tratto quello che è diventato il suo ultimo emozionante spettacolo.

In questo percorso è stata accompagnata passo passo da Gianni Nicotra alla chitarra e da Nicoletta Nicotra una giovanissima, brava e promettente interprete.

Cinzia Caminiti presidente e direttore artistico dell’Associazione Schizzid’Arte e i suoi compagni di scena ci hanno aiutato a ricordare un tempo lontano, hanno riportato alla luce memorie che credevamo perdute, ci hanno accompagnato in un viaggio dove ognuno di noi, in una sera calda e afosa, sotto la luna e ai piedi di una grande magnolia, ha ritrovato le proprie amate radici.

I dovuti applausi, consensi e complimenti non sono mancati.

“cose di Sicilia” era il secondo lavoro teatrale di una rassegna che è iniziata con l’emozionante messa in scena di uno spettacolo di Opira de’ pupi a cura della Marionettistica Fratelli Napoli e continuerà il 2 agosto con un lavoro di e con Tiziana Giletto: Mongibella. Per finire il 7 agosto con un testo liberamente ispirato ad un racconto di Italo Calvino dall’intrigante titolo “In una rete di ansie che s’intersecano” con Sabrina Tellico e Barbara Cracchiolo.

L’organizzazione di questa originale e piacevole rassegna è di Fabbricateatro.

 

 

 

 

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