accadde…oggi: nel 1903 nasce Joan Robinson, di Sara Sesti e Liliana Moro

http://www.universitadelledonne.it/robinson.htm

Joan Robinson (1903-1983) è una dei protagonisti della “rivoluzione keynesiana” nella Cambridge degli anni Trenta. La studiosa può essere annoverata tra i grandi economisti avendo legato il suo nome a tre grandi “rivoluzioni” nella storia del pensiero economico: la teoria della concorrenza imperfetta, la teoria della domanda effettiva e la critica alla teoria neoclassica del capitale. E’ stata definita “il più grande Nobel per l’economia mancato”.

Joan Violet Maurice nacque in Inghilterra, a Camberley, da una famiglia dell’alta borghesia di tradizioni illustri, ma anticonformiste. Da ragazza, leggeva poesie allo “Speaker’s Corner” in Hyde Park a Londra. Non sopportava le chiacchiere, tratto dominante della sua personalità fu l’intelligenza. Intraprese nel 1922 gli studi economici all’Università di Cambridge. Dalla tradizione di Cambridge acquisì la concezione dell’economia quale ricerca delle cause del benessere materiale; la convinzione che la fonte dei problemi analitici debba essere il mondo reale; la preferenza per la presentazione dei modelli in forma letteraria anziché matematica. Joan diventò famosa per le sue brillanti lezioni, per l’intensa attività di supervisione dei giovani ricercatori e per le vivacissime battaglie polemiche con i colleghi. Anche in ciò fece proprio l’affidamento, tipico di Cambridge, nella trasmissione orale e nella discussione quale fonte di progresso scientifico.

In quegli anni Cambridge, ancora dominata dal pensiero di Alfred Marshall (1842-1924), era il centro di una rivoluzione teorica guidata da John Maynard Keynes, l’economista inglese che avrebbe inaugurato una concezione innovativa del funzionamento del sistema economico capitalistico, basata sulla nozione di “domanda effettiva”, dalla quale dipende il livello del reddito nazionale e, in definitiva, l’occupazione. Nel gruppo di “apostoli” che circondavano il maestro spiccavano Joan Robinson e Richard Kahn (1905). Con quest’ultimo, Joan iniziò un’intensa collaborazione che durò tutta la vita.

Dopo la laurea, ella si sposò con Austin Robinson, suo docente, di sette anni più anziano. Probabilmente ciò era destinato ad ostacolare la sua carriera; autrice di opere famose in tutto il mondo, Joan avrebbe ottenuto la cattedra solo nel 1965, dopo il ritiro del marito dall’insegnamento. Nel 1926, subito dopo il matrimonio, Joan seguì il marito in India, dove si fermarono più di due anni. Al loro ritorno, i Robinson trovarono il piccolo mondo cambrigiano sconvolto: era iniziato, grazie all’economista italiano Piero Sraffa (1898-1983), l’attacco all’ortodossia marshalliana. Da questi fermenti nacque nel 1933 la prima opera di Joan Robinson La teoria della concorrenza imperfetta.
Nel frattempo il circolo keynesiano iniziò i lavori che portarono alla pubblicazione nel 1936 della Teoria generale; con l’intento di divulgare e approfondire questa fondamentale opera di Keynes, Joan Robinson pubblicò nel 1937 i Saggi sulla teoria dell’occupazione e l’Introduzione alla teoria dell’occupazione. La guerra mondiale segnò la fine della fioritura della rivoluzione keynesiana.

Joan Robinson iniziò nel 1940 a leggere il Capitale di Marx, “per distrarsi dalle notizie”. Frutto di questo studio fu il Saggio sull’economia marxiana (1942), nel quale, separando gli aspetti scientifici da quelli ideologici, valorizzò il contributo di Marx alla teoria economica presso gli economisti liberali.


La studiosa in uno degli ultimi ritratti

Nel 1951 Joan Robinson scrisse l’introduzione all’edizione inglese della principale opera di Rosa Luxemburg L’accumulazione del capitale; nel 1956, diede lo stesso titolo al suo lavoro più impegnativo, nel quale studiò la crescita economica. In quel periodo Robinson cercava di raccogliere l’eredità di Keynes e di svilupparla in senso dinamico (perseguendo così una “seconda rivoluzione”). Ripresero le riunioni, che l’economista statunitense Paul Samuelson (1915) descrisse così: “Nicky [Kaldor (1908-1986)] parlava per il 75 per cento del tempo, e Joan parlava per il 75 per cento del tempo”. Nasce da qui la Teoria dell’accumulazione (1956). Joan Robinson passò il resto della sua vita a lottare contro i “keynesiani bastardi” che tentavano di conciliare le innovazioni keynesiane con l’ortodossia di Marshall.

Joan aveva una domestica, una cuoca e una bambinaia per le due figlie. Non guidava, non portava con sè il portafogli, e qualcuno sempre l’accompagnava e pagava per lei. Portava spesso abiti acquistati in India o in Cina che contribuivano a crearne un’immagine eccentrica. Tenne conferenze e lezioni agli studenti di tutto il mondo e negli anni Sessanta era famosa nelle università statunitensi in rivolta. Invitata dagli studenti, accettava sempre di intervenire nei seminari e nei gruppi di studio e dormiva nei pensionati. Vegetariana, apprezzava molto l’whisky.

Nelle sue ultime opere, Ideologia e scienza economica (1962) e Libertà e necessità (1970), indagò in senso più metodologico i fondamenti della scienza economica. Morì a Cambridge all’età di 80 anni, alcuni mesi dopo un colpo apoplettico.

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