Debiti d’amore, di Maria Masella, recensione di Daniela Domenici

Sono tornata a “trovare” Maria Masella pochi giorni dopo aver apprezzato e recensito il suo splendido giallo “Primo”

https://danielaedintorni.com/2020/03/30/primo-di-maria-masella-fratelli-frilli-editore-recensione-di-daniela-domenici/

per immergermi nella sua opera più recente, un bellissimo romanzo storico ambientato nella Genova del 1859 e in particolare nel borgo di Pegli che faceva parte del Genovesato ed era sotto il Regno di Sardegna.

Nonostante la mole alquanto ragguardevole il libro si legge in un soffio grazie soprattutto alla perfetta caratterizzazione dei due principali protagonisti, Francesca Martelli e Daniele Tommasi, dei loro background, ma anche della formidabile zia di lei, Clotilde Vinci; l’autrice, con il suo stile di cui ho già ampiamente parlato nella mia precedente recensione riesce a tenerci incollati/e alla storia che è arricchita da perfetti dialoghi, da piccoli e grandi dettagli di abbigliamento, di comportamenti e di tanto altro che la rendono così vera da darci l’impressione di essere là con loro, di trovarci immersi nel 1859.

Masella si rivela ulteriormente brava nelle descrizioni dei momenti di passione fisica nei quali sa dosare sapientemente l’erotismo senza mai cadere nella volgarità; ce li sa narrare sia dal punto di vista di Francesca che di Daniele e questo è sicuramente un appeal in più.

Intorno a Francesca, Daniele e alla zia Clotilde ruotano numerose persone, sia quelle che vivono e lavorano nella tenuta Martelli che quelle che incontrano quando vanno a Genova per i motivi più vari; tutti/e sono ben caratterizzati/e, hanno una propria individualità che emerge, sembra proprio di vederli/e e ascoltarli/e: complimenti!!!