l’ipotesi del tempo fantasma, di Gianluca Liva

L’ipotesi del tempo fantasma

Secondo una teoria proposta in tempi relativamente recenti, il periodo compreso tra il 614 e il 911 d.C. sarebbe stato inserito in maniera artificiosa nella cronologia degli eventi storici. La storia sarebbe stata riscritta per introdurci un lasso di tempo di ben 297 anni, ricco di fatti che, in base a questa idea, non sarebbero mai accaduti. Oggi vivremmo nel XIX secolo, il Muro di Berlino sarebbe crollato il 9 novembre 1692 e l’attacco alle Torri Gemelle sarebbe avvenuto l’11 settembre 1704. Una simile mistificazione del calendario sarebbe stata opera di Ottone III di Sassonia, imperatore del Sacro romano impero dal 996 al 1002 (secondo la storia ufficiale), assieme a Papa Silvestro II (vissuto fino al 1002) e, con buona probabilita, Costantino VII, Imperatore d’Oriente (905 – 959). I tre autori di questa modifica deliberata avrebbero agito per trovarsi in carica allo scoccare del fatidico anno 1000, indicato come l’inizio del settimo giorno del mondo, in base a un’intepretazione dell’incedere dei sette giorni della creazione.

La formulazione dell’ipotesi del tempo fantasma è merito di Heribert Illig, studioso bavarese nato nel 1947, che a partire dagli anni ‘90 ha pubblicato le sue idee in libri e articoli come “Das erfundene Mittelalter: Die grösste Zeitfälschung der Geschichte” (“Il Medioevo inventato: la più grande falsificazione della storia”) e “Hat Karl der Große je gelebt?” (“Carlo Magno è mai vissuto?”). Nei primi anni della sua carriera da storico, Illig pubblicò varie proposte di revisione della cronologia dell’Antico Egitto e delle epoche preistoriche. Il suo percorso di ricerca fu influenzato dal lavoro di Immanuel Velikovsky, intellettuale secondo cui la Terra avrebbe subito catastrofiche collisioni con altri pianeti (Venere e Marte, nello specifico) nonché promotore di una nuova cronologia degli avvenimenti dell’antico Egitto, della Grecia, di Israele e, in generale, del Vicino Oriente. Heribert Illig fu infatti un membro attivo di un’associazione di studiosi che seguivano le teorie catastrofiste e revisioniste proposte da Velikovsky. Il nome dell’associazione, attiva tra il 1982 e il 1988, era Gesellschaft zur Rekonstruktion der Menschheits und Naturgeschichte (“Società per la ricostruzione delle storia umana e naturale”).

Pasqua in ritardo 

Una volta pubblicata, l’ipotesi del tempo fantasma ebbe una certa risonanza sui media in lingua tedesca – spesso per la sua stravagante singolarità – senza però mai essere presa seriamente in considerazione da parte del mondo accademico. Le critiche non fecero desistere Heribert Illig, il quale ha sempre continuato a sostenere che Carlo Magno, la dinastia dei Carolingi e tre secoli di storia non sarebbero mai esistiti. Una delle principali prove fornite da Illig riguarda una apparente imprecisione nel passaggio dall’uso del calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare, al calendario gregoriano, il calendario solare ufficiale utilizzato oggi ed entrato in vigore nel 1582 per volontà di Papa Gregorio XIII.

L’avvento del calendario gregoriano fu necessario a causa di una eccessiva “approssimazione” del calendario giuliano. Il calendario gregoriano prevede che ci sia un anno bisestile ogni quattro, a eccezione degli anni divisibili per 100 ma includendo sempre gli anni divisibili per 400. Il calendario giuliano invece, prevedeva che ci fosse un anno bisestile ogni quattro, senza alcuna eccezzione. Questa eccessiva approssimazione del calendario giuliano implicava un grave problema sul lungo periodo. L’anno solare dura 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi e non soltanto 365 giorni. Il calendario giuliano era “in ritardo” rispetto all’anno solare di circa 11 minuti e 14 secondi. Anno dopo anno la data dell’inizio delle stagioni si spostava all’indietro, con un ritmo di un giorno di ritardo ogni 128 anni circa. In questo modo, però, si sarebbe arrivati al punto in cui la Pasqua si sarebbe celebrata in estate. Per scongiurare ciò, il 4 ottobre 1582, con l’applicazione della bolla papale Inter gravissimas, si passò direttamente al 15 ottobre 1582 e il nuovo calendario entrò in vigore. Secondo Heribert Illig, la correzione di 10 giorni era stata il frutto di una malaintenzionata sottostima. Se, infatti, si fosse voluto correggere l’errore a partire dal principio del calendario giuliano, i giorni “persi” in 1582 anni sarebbero stati 13 e non 10: mancavano circa tre secoli all’appello. Di conseguenza, non c’era altra possibile spiegazione se non che tre secoli di storia accreditata non fossero altro che il frutto di una ingegnosa falisficazione e che, in realtà, non fossero mai esistiti.

L’osservazione di Illig era corretta: dieci giorni erano pochi per correggere la discrepanza. Tuttavia l’idea dei riformatori del calendario non era quella di compensare l’errore a partire dall’introduzione del calendario giuliano, bensì a partire dal tempo del concilio di Nicea del 325, durante il quale era stato stabilito il 21 marzo come giorno convenzionale per l’equinozio di primavera sul quale determinare la data della Pasqua. Fu così che, nei 1257 anni passati dal concilio, si era accumulato un ritardo di 10 giorni, che era necessario recuperare con la formulazione di un calendario più preciso.

Storia e pseudostoria

Le debolezze dell’ipotesi del tempo fantasma riguardano anche altri aspetti più “grossolani”. Benché Illing sostenga che 297 anni di storia europea siano stati inventati di sana pianta, non ha mai preso in considerazione la marea di fatti documentati e avvenuti tra il 614 e il 911 in qualsiasi altra parte del mondo. Nel corso dei secoli, tra la miriade di studi su epoche e culture, non è mai stato riscontrato un reale indizio in favore della teoria. Inoltre esistono documenti storici che testimoniano in maniera inequivocabile l’osservazione di vari fenomeni astronomici, fra cui i passaggi della cometa di Halley, descritta dagli astronomi cinesi nel 684, nel 760 e nel 837. È difficile far sparire 297 anni di storia senza destare alcun sospetto. Nonostante ciò, l’ipotesi del tempo fantasma gode del favore di una ristrettissima cerchia di persone che ancora oggi ritengono veritiere le idee proposte da Heribert Illig.

Le analisi e i ritocchi sul nostro modo di ordinare l’incedere del tempo possono generare controversie. Nel caso del pensiero di Illig, è meglio parlare di problemi di demarcazione tra storia e pseudostoria. A partire dal 1582, il calendario gregoriano si diffuse gradualmente in tutto il mondo. Nel 1752 anche l’Inghilterra lo adottò, passando dal 2 settembre al 14 settembre. Alle volte ritorna l’aneddoto – spacciato per verità storica – che il cambio di calendario provocò la rivolta di alcune persone terrorizzate dall’idea di perdere 11 giorni di vita. Anche questo racconto, però, è frutto di un’interpretazione vivace e colorita della realtà dei fatti.