accadde…oggi: nel 1993 muore Giovanna Righini Ricci

https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanna_Righini_Ricci

le hanno intitolato una scuola, una biblioteca e un premio di letteratura per ragazzi

Giovanna Righini Ricci (San Bernardino di Lugo, 7 settembre 1933Bologna, 24 ottobre 1993) è stata una scrittrice italiana di libri per ragazzi, di saggi e articoli su tematiche legate all’educazione e all’istruzione.

Giovanna Ricci, che avrebbe poi preso a farsi chiamare Giovanna Righini Ricci dopo il matrimonio, nasce a San Bernardino, una frazione di Lugo. Nel 1940 la famiglia si trasferisce nella vicina Conselice, dove Giovanna frequenta le scuole elementari e le medie inferiori. Consegue la maturità classica presso il liceo ginnasio “F. Trisi” di Lugo e nel 1957 si laurea in lettere a Bologna con una tesi su Guy de Maupassant. Inizia ad insegnare, dapprima francese in un istituto magistrale privato a Bologna, poi italiano in vari istituti superiori e scuole medie.

La prima pubblicazione L’ombra dei sogni risale al 1959 ma il vero esordio avviene nel 1964 con la novella Il nonno che Giovanni Spadolini pubblica nel suo quotidiano. Questa novella autobiografica, leggermente ritoccata, è la stessa che il mese prima col titolo Nel cavo della mano aveva vinto il concorso letterario bandito dall’associazione bolognese Famiglia Romagnola ed era stato pubblicato sul Resto del Carlino, giornale di Bologna e su La Nazione, giornale di Firenze. Da questo momento in poi la Ricci dedicherà gran parte del suo tempo alla narrativa e coltiverà molte amicizie letterarie che la sproneranno a raccontare e a raccontarsi. Tra il 1963 e il 1965 scrive molte novelle e racconti brevi che vengono inviati regolarmente all’associazione Famiglia Romagnola. Questi primi racconti hanno come sfondo il mondo contadino; oltre alla descrizione dei luoghi, il tema più importante è il senso di sradicamento che pervade i personaggi.

Nel febbraio 1965 il dirigente scolastico e critico letterario Paolo Lorenzetti scrive alla Ricci deplorando il fatto che la scuola italiana stia attraversando un periodo di profonda crisi a seguito della riforma della scuola media unica. Introdotta nel 1962, la riforma viene vista dallo studioso come il modo per “declassare la nostra cultura” poiché per “renderli tutti uguali, si abbandonano gli alunni migliori per incatenarli ai peggiori”. Pur conoscendo l’opinione divergente della scrittrice, la invita a raccontare la propria esperienza educativa su «Rassegna di cultura e vita scolastica», rivista fondata e diretta da Amleto di Marcantonio. Nasce così nel 1964 La tela di Penelope, Scuola democratica ispirata ai principi della Costituzione. La Tela di Penelope è un diario pedagogico vivo sul difficile cammino della riforma.

Nel 1972, già sposata, si trasferisce a Torino, dove insegna dapprima presso la scuola media “Ungaretti”, poi alla “Perotti”. Nel 1978 lascia la professione per dedicarsi principalmente alla narrativa. In questo periodo si dedica anche alla stesura di manuali scolastici, articoli e saggi. Tra gli anni ’60 e 70, Giovanna Righini Ricci promuove inoltre l’educazione alla sessualità, tema sul quale nel 1974 pubblica “Esperienze di educazione sessuale nella scuola media dell’obbligo”. Nel 1986 ritorna a Bologna dove rimane fino alla sua scomparsa