io sono l’amata, di Luz María Jiménez Faro, traduzione di Angelo Alberto Argento

Luz María Jiménez Faro (Madrid, 19 de mayo de 1937 – ibíd., 12 de marzo de 2015) fue una editora, poeta, ensayista y antóloga española.

Estudió bachillerato en un colegio de religiosas, y posteriormente se dedicó a ampliar sus estudios hasta conseguir una extensa formación literaria. Se casó con el escritor Antonio Porpetta. En 1982 fundó Ediciones Torremozas, editorial especializada en literatura escrita por mujeres.

Su labor editorial, como su obra, han sido objeto de numerosos estudios y publicaciones, y sus trabajos sobre las poetisas españolas han contado con el apoyo del Ministerio de Cultura de España.[1]

 

Luz María Jiménez Faro (Madrid, 19 maggio 1937- Madrid, 12 marzo 2015) fu un’editrice, poeta, saggista e antologista spagnola.

Conseguì la maturità in un collegio di religiose e, successivamente, si dedicò ad ampliare i suoi studi fino a conseguire una vasta formazione letteraria. Si sposò con lo scrittore Antonio Portetta.

Nel 1982 fondò Ediciones Torremozas, casa editrice specializzata in letteratura scritta da donne.

Il suo lavoro editoriale, come le sue opere, sono stati oggetto di numerosi studi e pubblicazioni, e i suoi lavori sulle poetesse spagnole hanno goduto dell’appoggio del Ministero della Cultura di Spagna.

 

Yo soy la amada

 

Yo soy la amada, amante, soy la amada:
voy andando las horas que separan
mi cuerpo de tu cuerpo
y restañando las frágiles heridas
de huellas que volaron con tu nombre.

Yo soy la amada, amante, soy la amada:
la que brotó salvaje entre tu trigo
y lo tiñó de púrpura,
la que sin darse cuenta
iluminó de pronto tu paisaje,
la que acudió a tu llanto
y en su aljibe
atesoró tus lágrimas.

Yo soy la amada, amante, soy la amada:
la que en silencio mira.
La que te espera.
La que teje sus sueños con tu vida.[2]

Io sono l’amata

 

Io sono l’amata, l’amante, sono l’amata:
raggiungo le ore che separano
il mio corpo dal tuo corpo
e lenendo le fragili ferite
di impronte che volarono via col tuo nome.

 

Io sono l’amata, l’amante, sono l’amata:
quella che germogliò selvaggia tra il tuo grano
e lo tinse di porpora,
quella che senza accorgersene
improvvisamente illuminò il tuo paesaggio,
quella che accorse al tuo pianto
e nel suo pozzo
fece tesoro delle tue lacrime.

 

Io sono l’amata, l’amante, sono l’amata:
quella che in silenzio guarda.
Quella che ti aspetta.
Quella che tesse i suoi sogni con la tua vita.

 

 

[1] https://es.wikipedia.org/wiki/Luzmar%C3%ADa_Jim%C3%A9nez_Faro

[2] https://www.poemas-del-alma.com/luzmaria-jimenez-faro-yo-soy-la-amada.htm