accadde…oggi: nel 1888 nasce Christa Winsloe

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Christa Winsloe nasce a Darmstadt il 23 dicembre 1888, figlia di un ufficiale. La sua prima gioventù è fortemente segnata dalla rigida educazione ricevuta in famiglia e dagli studi liceali, condotti presso numerosi collegi tra la Germania e la Svizzera. Nel 1909 intraprende gli studi di arte scultorea a Monaco. Nel 1913 sposa il barone Lajos Hatvani – un ricco fabbricante di zucchero ungherese – ma il matrimonio fallisce dopo poco tempo e Christa fa ritorno a Monaco, dove lavora come scultrice e scrive saggi per alcune riviste e quotidiani tra i quali «Querschnitt» e «Berliner Tageblatt».

Nel 1930, con il dramma Ritter Nérestan (che a Berlino ebbe il titolo di Gestern und Heute) riceve un primo successo che si rinnova l’anno successivo con la versione cinematografica dello stesso, alla quale fu dato il titolo di Mädchen in Uniform. Nel 1934, il romanzo Das Mädchen Manuela che narra la storia – in parte autobiografica – dell’amore di un’educanda per la sua insegnante, viene inserito subito nella lista dei libri proibiti dal nazionalsocialismo.

Sebbene non sia in pericolo di vita, la scrittrice decide di lasciare la Germania. Uscire dal suo paese non era particolarmente difficile per lei grazie al passaporto ungherese che aveva acquisito con il matrimonio. La libertà di muoversi dentro e fuori i confini della propria patria verrà sfruttata da Winsloe per aiutare i perseguitati nella fuga e nello scambio di informazioni e lettere. Durante le peregrinazioni europee che la portano in Italia, Austria, Ungheria conosce la corrispondente americana Dorothy Thompson – una delle prime giornaliste donne ad intervistare Adolf Hitler – di cui si innamora e per la quale decide di trasferirsi in America.

Nel 1938 torna a Parigi e compone la sceneggiatura Jeunes filles en détresse per il regista Georg Wilhelm Pabst. Dello stesso anno è anche il romanzo Passeggiera. L’anno successivo ospita, nella sua casa in Costa Azzurra, numerosi esuli sfuggiti alle persecuzioni nazionalsocialiste. Nel 1944 a causa del peggiorare delle condizioni politiche nel sud della Francia, ritorna in Germania. Il 10 giugno dello stesso anno, mentre si trova a Cluny in attesa di valicare il confine, un gruppo di cinque francesi la assale e la uccide insieme alla compagna, la scrittrice svizzera Simone Gentet.

Le ipotesi sul gesto tendono inizialmente a considerarlo una sorta di punizione per i contatti della scrittrice con gli ufficiali tedeschi, ma solo nel processo che si terrà alla fine della guerra verrà alla luce la natura puramente criminosa dell’omicidio. Molte delle opere di Winsloe sono rimaste inedite, tra queste il lavoro teatrale Heimat in Not. Tutti i suoi lavori sono segnati dall’esperienza autobiografica dell’omosessualità e descrivono non solo sentimenti di donne, ma anche la necessità, per queste, di venire allo scoperto e manifestare apertamente la propria sessualità.