Generi alimentari – cibo, donne e nuovi immaginari, a cura di Daniela Finocchi e Luisa Ricaldone, Iacobelli editore, recensione di Daniela Domenici

La storia, la sociologia, l’etnologia hanno sinora giocato un ruolo chiave nel descrivere il rapporto tra le donne e il cibo trascurando o mettendo in secondo piano l’immaginario artistico e letterario”, cito dalla quarta di copertina per dire, in estrema sintesi, di cosa tratti questa raccolta di saggi di studiose, provenienti da discipline diverse, che provano a descrivere il succitato immaginario artistico e letterario che esiste nel rapporto tra le donne e il cibo. E lo fanno ognuna a modo proprio, con stili molto diversi tra loro, prendendo spesso spunto da libri, celebri o meno, come, per esempio, “Le assaggiatrici” o “Casalinghitudine”, per poi focalizzare la propria attenzione sui vari aspetti del cibo che può diventare paranoia o ossessione ma può anche essere veicolo di continuità di tradizioni e tanto altro ancora.

Viene dedicata una particolare attenzione alla relazione tra cibo, donne e migrazioni grazie al concorso letterario nazionale Lingua Madre che raccoglie ogni anno in un’antologia i racconti di donne e ragazze straniere residenti in Italia.

Le autrici dei sei saggi sono (le cito nell’ordine in cui appaiono nel libro) Adriana Chemello, Luisa Ricaldone, Daniela Finocchi e Paola Marchi, Cristina Giudice, Carmen Concilio e Valeria Gennaro. Dopo di loro “prendono la parola” quattro autrici straniere con i loro brevi racconti: Claudileia Lemes Dias, brasiliana, Roxana Lazar, rumena, Rahma Nur, somala, e infine Betina Lilian Prenz, argentina.