Commissario Boccadoro – Genova, i crimini negati, di Armando D’Amaro, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

Quasi un anno dopo la mia recensione torna a “trovarmi” Armando D’Amaro con il suo commissario Boccadoro che vive e opera nella Genova del 1941, durante la seconda guerra mondiale, nel momento clou del fascismo; ed è un nuovo tassello per conoscere meglio la mia città d’adozione in quel periodo.

Bravissimo, ancora una volta, D’Amaro a contestualizzare così perfettamente, con tanti piccoli e grandi dettagli, la sua storia che sembra davvero di vivere insieme ai/lle tanti/e co-protagonisti/e le vicende narrate, dalla vita quotidiana della moglie e dei figli del commissario sfollati a Calice alle indagini di Boccadoro e del suo fido vice Boccaccini a Genova per trovare chi sia l’omicida seriale di alcune donne, dalle visite ad alcune case chiuse (non c’era ancora la legge Merlin che arriverà sedici anni dopo) alla partita di calcio al De Ferraris, subito dopo il bombardamento, tra Genoa e Juve. Ogni dettaglio è curato con un’attenta e accuratissima ricostruzione storica che arricchisce e affascina chi ama questa città. Molto ben delineati psicologicamente i/le vari/e personaggi/e che acquistano una propria individualità grazie, soprattutto, ai dialoghi ma non solo.