La vendetta dell’Acitano, di Carmelo Musumeci, recensione di Daniela Domenici

Esattamente un anno fa ho recensito l’ultimo dei tanti libri di Carmelo Musumeci

https://danielaedintorni.com/2020/11/24/il-buono-e-il-cattivo-di-carmelo-musumeci-recensione-di-daniela-domenici/

e oggi torno a recensirlo con la sua opera più recente “La vendetta dell’Acitano”.

Carmelo ha un suo angolo nel mio sito da dieci anni, da quando era ancora recluso dentro l’Assassino dei Sogni, come lui chiama il carcere, per la condanna all’ergastolo ostativo, e da quando facevo la volontaria nel carcere di Augusta

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poi è uscito in libertà condizionata e ha continuato a scrivere libri. Nei 27 anni che ha trascorso nelle varie carceri italiane Carmelo, che è entrato con la quinta elementare, è riuscito a diplomarsi e poi anche a laurearsi ben tre volte. Ho avuto il piacere di conoscerlo finalmente de visu, dopo tanti anni, a Firenze, alla biblioteca dell’Isolotto, quando ancora abitavo là e poi l’ho riabbracciato una seconda volta a un altro incontro, sempre a Firenze. L’aggettivo “acitano” che Carmelo dà al suo protagonista è un ricordo della città in cui è nato, Aci Sant’Antonio in provincia di Catania, nel 1955.

Lo stile narrativo di Carmelo è ormai una sua cifra distintiva che amo: frasi brevissime, martellanti, dialoghi che alternano i pensieri del protagonista e di sua figlia Azzurra con le parole realmente dette. In questa sua opera Carmelo fa parlare sempre il cuore, è lui il vero deus ex machina ed ecco come ne parla nella sua splendida prefazione Lino Lombardi “poche parole e si aprono abissi in un vortice di dolore, morte, speranza, passione, amore. Vendetta…le pagine…si divorando palpitando come leggendo un giallo…crea empatia, commuove al di là del bene e del male in una terra di nessuno dei sentimenti dove quello che più conta è il cuore. E cuore è la parola più citata del romanzo. La trovi ovunque. Più volte anche nella stessa pagina, come fosse un personaggio che ha una sua fisicità il cuore dialoga con gli altri…”; grazie di vero cuore a questo formidabile giornalista che gli ha fatto anche un’intervista posta a conclusione del romanzo.