Ragazze lontane, di Isabella Nicora, Edizioni Leucotea 2021, recensione di Daniela Domenici

una saga familiare che abbraccia un secolo di storia”: Isabella Nicora, autrice genovese, segue la storia di una famiglia dal 1927 al 2017, da quando passano dalla loro amata e serena vita contadina, che viene sconvolta dall’occupazione nazista, a quella cittadina a Roma nel dopoguerra; nel frattempo la famiglia si allarga, Salvo e Giovanna Manzi avranno tre figlie e un figlio, apriranno un banco al mercato di Campo de’ Fiori, saranno un esempio di forza e solidità …e accadrà tanto altro ancora che non vi anticipo.

Bella l’idea di Nicora d’inserire, nei dialoghi, frasi in dialetto che caratterizzano ulteriormente i/le vari/e coprotagonisti/e e davvero brava a descrivere le dinamiche che intercorrono tra di loro, è “una famiglia in evoluzione” che vivrà passioni, incomprensioni e amori tra la capitale e Genova. Il sentimento che predomina è sicuramente quello della solidarietà di cui Nicora ci dà numerosi esempi durante la narrazione, in primis Dorina, la sorella di Salvo, sin da quando sono sfollati, ma anche Lidia, Vera e Perla, le “ragazze lontane” che danno il titolo al romanzo: complimenti!