Costanza Sicanie regina, di Sonia Morganti, recensione di Daniela Domenici

Sono appena riemersa dall’incanto di questo splendido romanzo storico che mi ha affascinato e avvinto sin dalle prime pagine, che ho letto in un soffio nonostante sue le 300 pagine e che mi ha regalato ininterrotte emozioni.

Voglio ringraziare l’autrice, in primis, per aver dato voce e vita a Costanza d’Aragona, una donna e a una sovrana di cui non si parla mai, che pochi/e di noi credo conoscano, per la celebrità dell’augusto consorte, Federico II. Morganti ha saputo, grazie al cuore e alla passione con cui l’ha affrontata, oltre alla grande e dettagliata bibliografia storica su cui si è basata, regalarci il ritratto di una Donna che è stata regina di Ungheria e che dopo la perdita del marito e del figlio Ladislao viene scelta dal papa per essere mandata a Palermo e diventare la moglie dell’adolescente Federico che è rimasto orfano, da piccolo, di un’altra Costanza, d’Altavilla.

Standing ovation per la straordinaria bravura nelle descrizioni psicologiche dei/lle tantissimi/e co-protagonisti/e, da Ahmed, l’amico-fratello-consigliere, a sua madre Amina, da Adelaide, la contessina tedesca madre del suo secondo figlio, Heinz, a Enrico, figlio di Federico e Costanza, che diventerà re di Germania; e complimenti di vero cuore per le superbe descrizioni geografiche, sembra di essere lì in quei momenti con loro, da Palermo a Catania, dall’Etna (Idda, ‘a Muntagna) a Messina, da Norimberga a Hagenau, da Bologna a Roma, incredibile la bravura di Morganti nel  rendere vivi, veri e attuali tutti i momenti come se non fossero trascorsi più di sette secoli: grazie di vero cuore!

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