Dalle sette alle nove di Cristiana Gemignani, recensione di Daniela Domenici

Ovvero “manuale di sopravvivenza post-separazione”: questo il sottotitolo del libro di Cristiana Gemignani che lo dedica “a tutte le donne, in particolare a coloro che hanno vissuto o stanno vivendo una separazione. Ma anche agli uomini che, leggendolo, potranno forse comprendere qualcosa di più dell’universo femminile che li circonda e che in parte è anche dentro di loro”.

E spiega ancora meglio l’autrice “queste pagine esprimono il pianto e la rabbia, ma anche il gioco, l’ironia e lo stupore che attraversano l’esistenza di molte persone quando si trovano di fronte a qualcosa di imprevisto”.

Questa terza opera di Cristina Gemignani, intensa e pregnante, ironica e commovente, colpisce al cuore con capitoli che non rispettano una cronologia temporale, sono frammentari ma incredibilmente veri, rispecchiano la vita che non ha un ordine perfetto ma che fluisce a seconda delle nostre emozioni.

Dal cap II:

“che ci fa una donna in un casa, dalle sette alle nove,

sola

senza un marito da cucinare,

da stirare,

da accudire,

da rassicurare?”

E dal cap VI:

“sono stata dimenticata

Come un ombrello in un bar,

un orecchino sulla mensola di un bagno pubblico,

un fazzoletto usato tra le pieghe di un divano stropicciato….”

E conclude con queste parole di rinascita:

“voglio una canzone nuova, una che non ho mai sentito, che non porti con sé il ricordo di qualcuno…ho diritto a una canzone nuova. Perché non voglio rimescolii, non voglio più ricordare. Voglio solo rinascere felice, vergine, senza memoria”

Ringrazio di vero cuore l’amica Cristiana Gemignani, viareggina, laureata al Dams di Bologna, imprenditrice e da sempre attenta ai fenomeni di costume, per avermi fatto dono di questo suo piccolo gioiello e condivido con voi le sue parole “ho scritto questo libro perché spero sia una piccola goccia di aiuto; se ne avessi letto uno simile in quel momento forse le cose sarebbero andate diversamente”.