Niente intesa per i Paesi UE di Adele Libero

Come noto, si è svolto recentemente  a Bruxelles l’incontro tra i capi di Stato delle 27 nazioni  UE per l’approvazione del bilancio dei prossimi sette anni. L’incontro si è chiuso con un nulla di fatto.  Si sono, infatti, registrate visioni molto diverse tra chi voleva adottare una linea del rigore ancora più forte   (Gran Bretagna e Olanda, ad esempio) e chi voleva cominciare ad adottare politiche più morbide (i paesi dell’area mediterraneo).

Una decisione finale, pertanto, è stata rimandata all’inizio del 2013,  allorquando molti ottimisticamente ritengono si potrà trovare una soluzione per un accordo sottoscritto da tutti gli stati.

Già altre volte, è stato osservato, si è verificato che per ottenere un risultato fossero necessari più incontri e quindi questa situazione non deve meravigliare e soprattutto non  essa non pregiudica niente.

Questo ottimismo è stato condiviso anche dal nostro Premier Mario Monti, che pur osservando che  “il bilancio europeo è uno strumento molto importante per la coesione, la crescita e l’occupazione dell’unione”, guarda alla possibilità di portare a casa il risultato in un vicino futuro, così come accadde nel 2005, quando  furono necessarie due tornate di incontri per raggiungere un accordo,

Pare che, tuttavia, i capi di Stato stiano dimenticando che la situazione attuale è radicalmente differente da quella del 2005. L’attuale situazione finanziaria ed economica vede molti stati europei avviluppati nelle spire di problemi inattesi ed ancora irrisolti: disoccupazione, crescita dell’indebitamento, tassi di sviluppo nazionale inesistenti.

Pensare di risolvere tutto adottando misure più severe potrebbe portare ad un ulteriore peggioramento delle cose. L’economia di tutto ha bisogno tranne che di nuovi sacrifici, di mancati investimenti, di ulteriore rigore. Sembra che di ciò si sia convinta perfino Angela Merkel, ma altri continuano a vedere l’unico obiettivo di migliorare i bilanci, anche se questo significa strangolare gli stati che stanno peggio.

Inoltre, per avere benefici sull’andamento dei Mercati finanziari, sarebbe stato forse preferibile mostrare e dimostrare che l’Europa sa affrontare e risolvere i problemi con celerità e competenza. Ma neanche di questo pare si siano preoccupati i nostri Leader.

No Agreement in the UE Countries

It was held recently in Brussels a meeting between the heads of state of the 27 EU countries to approve the budget for the next seven years. The meeting ended with a stalemate. There are, in fact, very different visions  among those who wanted to adopt an even tighter austerity  (UK and the Netherlands, for example) and those who wanted to begin to adopt softer policies (the countries of the Mediterranean).
A final decision, therefore, has been postponed at the beginning of 2013, when many, optimistically,  believe that a  solution to an agreement signed by all states can be reached.
On other occasions, it was observed, it occurred  that in order to obtain a result more meetings were needed and so this situation is not surprising and certainly not does not affect anything.
This optimism was shared by our Premier Mario Monti, who while noting that “the European budget is a very important tool for cohesion, growth and employment of union ‘, looks at the possibility of bringing home the result in the near future, so as happened in 2005, when two rounds of meetings were needed to reach an agreement,
Apparently, however,  the heads of state are forgetting that the current situation is radically different from that of 2005. The current financial and economic situation sees many European countries enmeshed in the coils of unexpected problems that are still unsolved: unemployment, growing debt, no growth rates of GNP.

Thinking to solve everything by adopting more stringent measures could lead to  a further deterioration of things. The economy needs all  but  new sacrifices and lack of investment, further austerity. It seems that this is convinced even Angela Merkel, but others continue to see the only goal of improving balance sheets, even if that means strangling the states that are in worse conditions.
Moreover, to have benefits on financial markets, it might have been better  to show and prove that Europe can cope with and solve problems with speed and skill. But even this is not a problem for  our Leader.