La schiuma della terra al Teatro Lungobinario a Firenze, recensione di Daniela Domenici

la schiuma della terra

Pochi giorni fa, prima del debutto, avevo scritto queste mie riflessioni

https://danielaedintorni.com/2013/03/14/un-nuovo-spazio-teatrale-a-firenze-di-daniela-domenici/

…e ieri sera questo spazio teatrale, chiuso da molti anni e riportato a nuova vita, ha riaperto i battenti grazie all’entusiasmo e all’energia di alcuni “prodi” che ci hanno creduto e che l’hanno fortemente voluto.
Se diventeremo ancora di più di quanti fossimo ieri sera, non male per un debutto, Roberto Cacini (che ha gentilmente citato, in apertura, alcune parole del mio articolo suddetto…), anima di questo progetto, farà in modo che il Dopolavoro delle Ferrovie arricchisca questo spazio teatrale di un bar, di cartelli segnaletici e, chissà (questo lo aggiungo io, Roberto non l’ha detto) anche di un’asfaltatura della strada che porta al teatro, attualmente piena di tante buche che, comunque, non hanno scoraggiato gli spettatori accorsi ad applaudire questa “new entry” tra i teatri fiorentini.
Spettacolo inaugurale del suo cartellone “La schiuma della terra”, primo della trilogia scritta e diretta da Luca Palli, a cura dell’associazione culturale e teatrale “L’Araba felice”.
Sono tre testi che si svolgono nel periodo del nazismo; quello di ieri sera, in particolare, nel febbraio del 1933 quando Hitler iniziava la sua tragica ascesa verso la dittatura assoluta.
Originalissima l’ambientazione, una casa di tolleranza tedesca, per farci vedere il nascente nazismo con gli occhi delle ragazze che vi lavorano; accanto a loro un pretoriano delle famigerate S.A, un cliente ebreo, la maitresse e un giornalista.
Quasi due ore di spettacolo con un breve intervallo che, come mi era già accaduto col terzo di questa trilogia, mi hanno attratto e affascinato sia perché l’argomento trattato è uno di quelli da me più approfonditi sia per la scenografia e i costumi assolutamente pertinenti sia per la bravura degli interpreti.
E inizio a tributare i miei complimenti e applausi a Camilla Catani che dà vita a Chantal, una delle tre ragazze della casa, davvero bravissima e, nelle ultime battute, commovente insieme al bravo Alessio Alloi che delinea Ralf, il giornalista di cui lei s’innamora ma che si rivelerà un debole cambiando bandiera per opportunismo.
Brave davvero anche le altre due “ragazze”, Olivia Fontani che è Hilda ed Elena Ciani – Irina, che decideranno di aderire al nascente nazismo con modalità e motivazioni diverse così come Madame, la maitresse, interpretata da Antonella Moschini.
Bravi anche Simone Mengoni nel ruolo di Halder, un pretoriano delle S.S., un “cattivo” delineato ad hoc, e Tiziano Pratesi in quello di Goldberg, un cliente ebreo che è costretto ad accettare, con stupore e dolore, l’espulsione dalla casa e che finirà per togliersi la vita.
L’Araba Felice tornerà con “Una commedia nera”,  secondo spettacolo della trilogia il prossimo 5 aprile ma, nel frattempo, venerdì prossimo è in cartellone Aldo Innocenti con il suo monologo: Il teatro Lungobinario (e io) vi aspettiamo…

Annunci