Il fantasma di Luca Palli, recensione di Daniela Domenici

il fantasma di luca palli

E’ anche un giallo ma è molto altro ancora “Il fantasma”, opera prima di Luca Palli, drammaturgo e regista teatrale fiorentino.
Sarebbe riduttivo definirlo semplicemente un giallo, è uno straordinario, emozionante romanzo corale ambientato a Firenze in cui tante storie s’intrecciano intorno a due omicidi apparentemente identici, anzi due femminicidi, avvenuti a distanza di quarant’anni, il cui legame sembra essere un fantasma.
Nonostante il numero delle pagine, ben 379, l’ho divorato in pochissimo tempo perché lo stile di Luca Palli è assolutamente avvincente, commovente, ironico, i suoi dialoghi hanno un ritmo martellante e perfetto, le sue introspezioni nella psicologia dei tantissimi personaggi, sia maschili che femminili, sono semplicemente perfette, non una sbavatura, non una minima manchevolezza da sottolineare nella mia veste di correttrice di bozze ed editor. Perfetto anche l’escamotage di usare un diverso carattere di stampa per i pensieri e le riflessioni dei vari protagonisti.
Non si può non innamorarsi del vice commissario Travagli e del suo maestro Fontana, di Sandra e di Betta, di Angelica e di Elena, di Costanza e di Pietro, dell’amatissima Firenze descritta nei suoi angoli meno turisticamente noti, come non soffrire empaticamente per le pene d’amore di alcuni di loro e per lo strazio degli omicidi su cui si deve indagare per trovare il bandolo della matassa.
Come avrete capito “Il fantasma” è un libro a due valenze: può essere “divorato” dai “thriller’s lovers” che vogliano arrivare subito a capire chi e cosa lega i due femminicidi e “gustato” invece lentamente da coloro che amano le introspezioni psicologiche dei personaggi che possono motivare certi loro comportamenti.
E’ un libro che sarebbe perfetto come copione cinematografico, mi auguro che qualche sceneggiatore ci faccia un pensierino, intanto accogliamo Luca Palli nel ristretto olimpo dei giallisti fiorentini.