Uva noir di Gabriella Genisi – Sonzogno 2012, recensione di Daniela Domenici

uva noir

E ancora una volta Gabriella Genisi è riuscita ad ammaliarmi e a rapirmi così tanto da divorare il suo libro in meno di 24 ore: la sua stupenda, ineguagliabile Lolita Lobosco, commissaria della questura di Bari, per gli amici Lolì, ha colpito ancora…(leggo in terza di copertina che Gabriella ha trasformato le avventure di Lolita in una serie televisiva, non lo sapevo dato che non vedo la tv da più di dieci anni, ne sono felice per lei).
Dopo “La circonferenza delle arance” e “Giallo ciliegia” che ho amato e recensito è la volta di “Uva noir”, un’altra indagine di questa divertentissima commissaria innamorata della “sua” Bari e della sua difficile professione.
Questa volta il caso che deve risolvere è più difficile e doloroso del solito, l’omicidio di un bambino, ma con la passione che mette in tutto quello che fa riuscirà, con la sua ormai nota perspicacia e bravura, a scoprire l’autore dell’efferato delitto e ad assicurarlo alla giustizia.
Come leggo in seconda di copertina: “finalmente innamorata, per giunta, Lolì si divide tra le investigazioni, i pericoli del mestiere e la variopinta vita privata, fatta di cenette al lume di candela, manicaretti afrodisiaci, amicizie non sempre innocenti e maldicenze a tutto spiano…”: questo e altro ancora è Lolita, di nabokoviana memoria, che ti fa sorridere ininterrottamente durante la lettura delle sue avventure.
Rinnovo i miei complimenti a Gabriella per il sapiente e originale uso del dialetto barese sia nella parte descrittiva che in quella dei dialoghi che colora ulteriormente la narrazione, per la capacità di farci visualizzare i vari momenti (e da qui credo sia nata l’esigenza di trasformarla in una serie televisiva…), per l’amore per la sua città di cui sono intrise le sue opere, per le ricette che inserisce a conclusione di ogni suo libro che testimoniano la sua passione per la cucina: questa volta sono dedicate soprattutto all’uva come ingrediente principale ma ci sono anche le ricette dei piatti di cui parla nel libro.