Il cuore innanzitutto di Claudia Priano – Guanda 2013, recensione di Daniela Domenici

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Un altro libro che mi ha fatto innamorare, che ho divorato nonostante le 302 pagine: è “Il cuore innanzitutto” di Claudia Priano, scrittrice genovese che non conoscevo fino a oggi, già autrice di altre opere che spero di leggere presto.
È la storia di un viaggio geografico, dall’Italia alla Romania, ma soprattutto di un viaggio all’interno di sé per i due protagonisti, Antonia detta Nina, un’adolescente di 17 anni, e suo zio Andrea, farmacista, un uomo a cui crollano, lentamente, tutte le certezze che hanno caratterizzato la sua vita; e l’immagine della crepa che si apre in un muro di casa sua, scelta ad hoc dall’autrice, è semplicemente perfetta per descrivere questo lento disgregarsi di Andrea, questa sua nuova consapevolezza in cui coinvolge sua nipote Nina e, alla fine, anche il proprio fratello gemello Antonio.
Un episodio casuale ma drammatico e doloroso, la morte di una giovane ragazza rom, Anca, stravolge totalmente la vita di Andrea e lo porta ad avvicinarsi a una realtà mai immaginata prima, la vita in un campo rom, e a conoscere e apprezzare l’umanità di queste persone, considerate da molti solo oggetto di violenta xenofobia, da eliminare.
E sua nipote Nina, talmente coinvolta in questa nuova avventura dello zio da decidere di intraprendere questo viaggio verso Sibiu in Transilvania (il motivo lo scoprirete leggendo questa storia affascinante, non voglio togliervi la sorpresa, e anche il compagno di viaggio di Nina…) “scoprirà l’umanità dei diversi e una famiglia allargata dove parlarsi davvero, con il cuore, oltre il muro dei pregiudizi…”
Claudia Priano riesce a raccontarci la storia sia dal punto di vista dello zio Andrea che da quello di sua nipote Nina con continui flashbacks sul passato di ognuno di loro per poi tornare sempre alla narrazione di questo viaggio “costellato di imprevisti, anche comici,,,su un pullman sgangherato e su auto di fortuna verso un paese, una cultura e un popolo che sono diventati l’emblema dell’altro, del diverso: i rom…”
Una nota personale: la storia narrata da Claudia Priano mi ha “preso” al cuore perché quasi un anno fa ho avuto un breve incarico, come prof d’inglese, in una scuola media in cui avevo come alunne e alunni alcuni bimbi del campo rom del Poderaccio, qui a Firenze, che mi hanno ispirato il seguente post
https://danielaedintorni.com/2012/10/20/mi-porti-al-campo-rom/