Memorie d’estate di Adele Libero

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Quando a fine agosto passeggiamo lungo la battigia, un po’ ci si stringe il cuore. Ripensiamo a quei due mesi estivi, trascorsi tra risate, un po’ di noia e tanto sole.
Al tramonto, poi, arriva la nostalgia di un lontano amore o della spensieratezza dell’infanzia. Come non rammentare, ad esempio, tutto il can can che facevo io, da bambina, al mare ? Si partiva presto da casa, al centro di Napoli, per raggiungere la spiaggia di Capo Miseno con i grandi camion della Marina Militare, dove lavorava mio zio. E già quello era per me il primo divertimento: entrare in quel grande tubo dove c’erano solo piccoli scranni e respirare quell’aria particolare, che sapeva di telone, di sudore e di risate !
All’arrivo mia madre subito mi accompagnava in cabina per togliere i vestitini e mostrare il succinto costumino da mare e poi, via…schizzavo immediatamente come una freccia verso l’acqua, con ancora i sandaletti ai piedi e solo le sue grida mi richiamavano alla realtà.
Nella mattinata, mentre la mamma sferruzzava sotto il grande telone della spiaggia, io correvo ovunque: alle mie formine, ai miei castelli di sabbia, sfornati sotto il cocente sole insieme alle mie amichette, alle fontanine, per dissetarmi, al bar della spiaggia per ascoltare un disco o addirittura abbozzare un balletto.
La mamma era paziente e sapeva che pazzie vere e proprie non ne facevo. Però spesso mi perdeva di vista ed iniziava a domandare se avessero visto una bambina, dalle treccine bionde, col costumino così e cosà…infine qualcuno chiedeva “ah, ma lei cerca la bambina di cioccolata?” si, l’ho vista all’ingresso, che salutava un’amichetta.
Dopo il pranzo, portato da casa e quindi consistente in pasta al forno e polpette o cotolette, mia madre tornava a riposare all’ombra mentre io mi rituffavo nei miei giochi, aspettando con ansia le fatidiche tre ore per rituffarmi felice tra le onde.
Quante amiche che avevo, tutte coetanee abbronzate quanto me, con la voglia di correre tutto il giorno. Non c’era telefonino o computer, a quei tempi, e quindi le attività sedentarie erano limitate alla lettura, che pure amavo, ma soprattutto di sera. Spesso, però, una volta tornata a casa e cenato, davvero andavo a nanna, dopo Carosello, e sognavo quell’onde chiare che mi aspettavano il giorno dopo !!
Non era una bella estate ??