…e per l’ennesima volta commozione: un’altra lettera imprevista da un’ex allieva…

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…purtroppo in questi giorni non ho avuto modo di scriverle come avrei invece voluto, quindi la ringrazio adesso per le piacevolissime ore trascorse insieme. Alla parola ‘lezioni’ preferisco il termine ‘dialoghi’, senza alcuna connotazione negativa, anzi proprio perché nelle sue ore ho avuto più che mai la percezione non sono di ‘apprendere’ ma anche di sviluppare il mio stesso pensiero, quindi in qualche modo anche di ‘dare’. Ho apprezzato moltissimo la sua generosa disponibilità a ripetere le spiegazioni, l’approccio sia professionale che materno che ha tenuto con noi studenti, senza mai che uno dei due aspetti avesse il sopravvento sull’altro. Ma soprattutto la ringrazio ancora per essersi presentata a noi in modo così sincero, intimo e totale: quella che per molti suoi colleghi può rappresentare una inutile esposizione di sé e dei propri interessi, quasi un rendersi vulnerabili davanti ad un branco scomposto di adolescenti, spesso per un ragazzo è proprio lo stimolo necessario ad intraprendere il proprio cammino, a formare il proprio pensiero sull’esperienza umana e non solo professionale che l’insegnante ha generosamente voluto condividere. Per quanto mi riguarda, il grande interesse con cui ha affrontato le lezioni e le nostre domande e la pazienza e l’attenzione che ha prestato alle nostre riflessioni, sempre con il sorriso sulle labbra e la pace nel cuore mi hanno trasmesso un messaggio importante: non si è mai soli, e anche se lei non lo sa, l’averla incontrata per me ha significato una grande risposta ad un problema di cui soffro da tempo. Insegnare significa lasciare un segno, e io la ringrazio per averci arricchiti con il suo!!!