“Vecchi” di Adele Libero

tenersi per mano

A te m’appoggio, anche se traballi,

sei tu il mio stelo, anima vivente,

un punto che rafforza questa vita,

l’afflato universale in te incarnato.

Se conta più il passato che il presente,

e vedo quel ragazzo forte e bello

che salutò il paese andando in guerra

e poi tornò a sposare la sua stella.

Se questi anni non ci hanno diviso,

le nostre liti sono state vetro,

che si frantuma nell’abbraccio caldo,

o nel profumo d’un intenso fuoco.

Ed ora insieme ancora,  ancora e ancora,

fin quando il sole brucia gli occhi vecchi,

fin quando i passi soffrono nell’ora

e amore sa scoccare i suoi rintocchi.