“Niente lacrime per la signorina Olga” di Elda Lanza, recensione di Daniela Domenici

niente lacrime per la signorina olga

Quando ho scelto casualmente (ma ormai sapete che credo che niente avvenga per caso) questo libro tra le centinaia di gialli sugli scaffali della “mia” biblioteca non sapevo assolutamente nulla dell’autrice, l’ho iniziato e ho divorato le sue 413 in un soffio.

Stamattina prima di iniziare a scrivere questa mia recensione ho avuto la curiosità di sapere chi sia questa Elda Lanza e ho scoperto che innanzitutto ha un record: è stata la prima presentatrice della neonata tv italiana.

E poi che la suddetta signora ha la veneranda età di quasi 90 anni che compirà il prossimo ottobre e ha “debuttato” nel mondo dei gialli appena due anni fa all’età di 88 con questo “Niente lacrime per la signorina Giulia”.

Già di per sé è straordinaria; intanto inizio con le parole del mio concittadino e giallista Marco Vichi: “Ho conosciuto Elda via mail, mi era stata segnalata dal giornalista e scrittore Mariano Sabatini e l’ho paragonata a Camilleri per l’umanità che racconta al di là del giallo, nonché per la veneranda età e per la simpatia che mi ha suscitato”.

A queste riflessioni aggiungo, come primo valore aggiunto, ormai quasi introvabile (e qui parla la correttrice di bozze ed editor) la perfetta forma narrativa senza alcuna manchevolezza stilistica, la fluidità della narrazione che scorre nonostante i numerosi intrecci che la signora Lanza dissemina durante la storia che ha collocato in un palazzo di una città che si chiama Trissera e che si trova davvero nella periferia di Milano ma che lei ha voluto reinventare, un condominio all’apparenza impeccabile ma che nasconde più di uno scheletro nell’armadio.

A scoprire chi abbia ucciso la misteriosa signorina Olga della mansarda del quarto piano tocca al commissario, napoletano ma trapiantato al nord, Max Gilardi con la collaborazione del suo formidabile e insostituibile Santino D’Urso e a tutti quelli che, in qualche modo, gravitano intorno a loro.

Il secondo valore aggiunto della signora Lanza è la superlativa bravura nella descrizione psicologica dei vari protagonisti, la loro caratterizzazione, l’umanità con cui “pennella” ognuno di loro, dai vari condomini del palazzo di via Worktz 227, ognuno assolutamente riconoscibile, al padre del commissario Gilardi a Napoli, alla madre di sua moglie Natja a Trieste e via dicendo, una carrellata di persone che popolano le pagine di questo romanzo che è anche giallo.

Sì, sua moglie, perché il commissario Gilardi s’innamora per la prima volta nella sua vita e di una collega ma su questo non dirò altro, dissolvenza…

Quanti misteri nasconde la signorina Olga (che è anche il titolo di una novella di Pirandello come fa dire l’autrice a uno dei protagonisti)? “Quale passato può celarsi dietro l’apparentemente inappuntabile vita di una signorina ottantenne?…d’altronde tutti sanno che le persone non sono mai come sembrano, vicini di casa compresi”