“Il gallo canta al tramonto” di Cristina Tozzi, recensione di Daniela Domenici

 il gallo canta al tramonto

Il sottotitolo dell’opera prima di Cristina Tozzi, scrittrice fiorentina, è “risveglio sul cammino di Santiago”, l’argomento di questo suo libro la cui lettura è volata in pochissimo tempo e dal quale traggo alcuni paragrafi in cui l’autrice ci illumina su cosa sia stato per lei il Cammino.

“…è iniziato il Cammino, percorso interiore, percorsi di vita, di natura, di arte, di storia, di incontri, di ricchezze. Percorso d’amore. La via delle stelle oltre l’egoismo, oltre la realtà, oltre la vita…” dice Cristina che l’ha vissuto nel 2007; e poi cita, dal libro di Franco Cardini “I luoghi dell’infinito-Viaggiatori per fede”, la seguente riflessione che mi trova empaticamente concorde: “…il viaggio è importante non meno della meta anzi, in un certo senso, esso stesso è la meta…la vita è un pellegrinaggio. I viaggi e i pellegrinaggi che facciamo durante la nostra esistenza altro non sono che la metafora della vita. Mettersi in viaggio significa mettersi in gioco. Si è pellegrini anche se chiusi in una stanza, se immobilizzati in poche spanne di spazio. Viaggio è libertà…”

Cristina ha percorso il Cammino insieme a suo marito e mi ha molto colpito questa sua riflessione sul modo in cui ognuno di loro l’ha affrontato “…stiamo facendo due percorsi diversi ma paralleli. Il mio è il percorso della Luna, della forza Yin, femminile, attento alla sfumature, alle piccole cose. Forza silenziosa che sa accettare i propri limiti traendone ogni giono nuovi insegnamenti, nuove scoperte. Il suo è il percorso del Sole, della forza Yang, maschile, forza prorompente e rumorosa, sensibile al bello ma inflessibile, quasi rigida, come se ci fosse un tempo interiore da rispettare. Entrambi vogliamo raggiungere la meta cercando di guardarci intorno il più possibile, cercando il sé, gli altri, lo Spirito. Entrambi abbiamo sogni da realizzare…”

Concludo con un’ultima, perfetta definizione di Cristina, ringraziandola per il dono di questo suo libro che mi ha appassionato e arricchito, sul significato dello zaino che ogni pellegrina/o porta con sé per tutto il Cammino “rappresenta il peso che ognuno di noi vuole e può sopportare nella vita. È la nostra sicurezza ma anche il nostro limite. Con il tempo ci accorgiamo quanto fardello inutile ci costringiamo a portare sulle spalle per paura, ansia, sfiducia. Se anche riteniamo di aver sbagliato non dobbiamo colpevolizzarci poiché gli errori fanno parte del cammino di vita, ciò che importa è cambiare il nostro comportamento e proseguire”.