A Shanghai un museo per ricordare le comfort women, di Adela Suliman, da me tradotto e rielaborato

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Un museo dedicato alle comfort women cinesi, come erano eufemisticamente chiamate quelle donne che venivano costrette a lavorare nei bordelli dei giapponesi durante la seconda guerra mondiale, è stato inaugurato a Shanghai due mesi fa.

Potenti immagini in bianco e nero delle donne allineate lungo le pareti del museo mostrano le testimonianze delle vittime così come oggetti storici che includono i condoms dei militari giapponesi, un paio di scarpe femminili coi lacci e documenti di identificazione in cattive condizioni.

Molti dei visitatori del museo alla Normal University di Shanghai sono giovani studenti con poca conoscenza delle storie che il museo ha collezionato per anni.

“La mia prima sensazione è che sono scioccato/a (non sono in grado di capire se sia un nome maschile o femminile NdT). Queste immagini sulle pareti che sono le testimonianze delle vite di alcune delle sopravvissute (mi hanno scioccato…) non possiamo scrollarci di dosso il dolore o la memoria che ci hanno dato” ha detto lo/la studente/ssa ventiduenne Dong Zhenyu.

Un/a altro/a visitatore/rice ha notato che il museo ha portato alla luce le esperienze delle donne piuttosto che la guerra in cui erano coinvolte.

“La maggior parte delle nostre conoscenze proviene dai drammi tv antigiapponesi. Gli/le studenti/esse ricevono le loro conoscenze dai testi scolastici di scuola media…e ci sono poche spiegazioni su chi siano le comfort women” ha detto Bi Lihua.

Solo poche comfort women cinesi sono ancora viventi e il direttore del museo spera che la collezione farà brillare una luce su di loro nel futuro.

“ci sono state poche riflessioni moderne e interesse riguardo a questa sorta di disastro commesso contro la nostra gente” ha detto Su Zhiliang “noi forniamo una finestra perché le persone riflettano su questa tematica. Dobbiamo fronteggiare la storia e capire come dobbiamo camminare nel sentiero di un futuro migliore e di pace”.

Le forze giapponesi invasero la Cina nel 1931 e rimasero là, combattendo le forze cinesi sia nazionaliste che comuniste, fino alla fine della seconda guerra mondiale nel 1945.http://www.reuters.com/article/us-china-comfortwomen-idUSKCN12R05Q