Inseguendo l’arcobaleno, di Amelia Impellizzeri, recensione di Daniela Domenici

 

Semplicemente stupendo: l’ho letto in un solo giorno, non avrei voluto riemergerne, mi ha profondamente commosso come da tempo non mi accadeva e ha incontrato il mio più sincero gradimento per il suo stile narrativo.

Bravissima l’autrice a narrarci la storia di un bambino, Ivano, di un cane guida, Fiammella, e di tante altre splendide persone intorno a loro: l’istruttore Arturo, sua figlia Francesca e il loro cane Perla, la maestra Chiara, la mamma Alina e, verso la fine, il dottore Stefano. Con una penna magica intinta nelle acque, amatissime, del “suo” lago di Como Amelia Impellizzeri ci racconta una storia di amicizia e amore, di aiuto e sostegno, di dolore e di traumi, di abbandoni e di incontri, di sensibilità degli animali e di disabilità: una carezza e un balsamo per la mente e il cuore.

Incontrare sul web libri così belli casualmente (ma niente accade per caso, lo sapete…) che ti “chiamano” come ha fatto questo di Impellizzeri è raro ma quando accade si accende davvero un arcobaleno; ringrazio l’autrice per questo e spero di leggere presto altre sue opere.

 

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