La bolgia delle eretiche, di Marinella Fiume, recensione di Daniela Domenici

 

Appena riemersa da “la bolgia delle eretiche” sento l’esigenza impellente di parlarvene perché l’opera più recente di Marinella Fiume, ex Sindaca di Fiumefreddo, docente e scrittrice mi ha affascinato e commosso profondamente.

Fiume immagina di trasformare la coppia Dante e Virgilio in Alda, una personaggia che è un mélange della grande poetessa Merini e dell’autrice stessa. Alda immagina di visitare il girone, la bolgia, delle eretiche che hanno in comune il fatto di essere siciliane, vissute tra il 1500 e lo scorso secolo, di avere usato la scrittura contro il male e il suo potere e di aver difeso i propri ideali anche a costo della vita. Fiume pone in questa bolgia da lei creata otto donne, tutte realmente vissute, la cui biografia ha ricostruito basandosi su fonti storiche inedite (raccolte soprattutto da Maria Sofia Messana, docente all’università di Palermo a cui Fiume dedica questa sua opera) e immagina che ognuna di loro racconti ad Alda la propria storia per non essere dimenticata.

Le donne scelte da Fiume sono Ursula, Sofonisba, Garronfola, Francisca, Agueda, Gertrude, Peppa e Mariannina, ognuna è descritta con grande passione ed profonda, commovente empatia in uno stile di scrittura molto denso e variegato, ricco di alcuni affascinanti neologismi. Il capitolo dedicato a Peppa è un po’ diverso dagli altri perché qui l’autrice ha scelto di contrapporre i dialoghi in lingua italiana, quella delle visitatrici, a quelli in cui parla Peppa, in puro dialetto della provincia di Messina, è un escamotage che provoca sorrisi ininterrotti in chi legge e per il quale voglio tributarle un ulteriore caloroso plauso.

https://danielaedintorni.com/2018/04/30/intervista-a-marinella-fiume-di-daniela-domenici/

 

 

 

 

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