La collina di Adele Libero

la collina

E giunti qui, su petrosa collina,

dove il sole arriva d’improvviso

è proprio qui che trovano riposo

soldati giunti da terra lontana.

Le bianche croci recitano i nomi

e i pochi anni di loro esistenza.

Posso ancora vedere i loro visi,

di ragazzi a sognar la loro casa.

E la paura, qui, sulla collina,

che fermava il respiro nella gola,

quando intorno urlavano le bombe,

e il cannone parlava la sua lingua.

Montecassino, un’Abbazia solinga,

che s’affaccia sulla latina valle,

vide un massacro, nel quarantaquattro,

tra le sponde del Rapido e del Liri.

Le strategie volevano nemici

ragazzi quasi tutti sui vent’anni,

arrivati qui, in terra sconosciuta,

ricca di storia, bella senza l’armi.

Soldati che ne persero, di amori,

fanciulle, che li attesero, ma invano,

madri ansiose di star sulla collina

a riabbracciare quel figlio lontano.

Anche oggi la pace è un solo sogno,

tanti conflitti spuntano ogni giorno

e i campi-profughi si serrano ogni sera

d’anime afflitte senza più una terra.

Mai impareremo ad essere più uniti,

a conquistare col solo intelletto,

a convincere il mondo d’esser uno,

uno soltanto, un grande, unico tetto.

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