La bisbetica domata al teatro Lo Scantinato di Firenze, recensione di Daniela Domenici

Bisbetica

“…è possibile che dall’odio sbocci l’amore? Intrigante e romantica, audacemente sensuale e comicissima…”: queste parole del foglio di sala ci danno un primo assaggio di cosa sarà “La bisbetica domata” di William Shakespeare nella regia di M. Maurizia Ronchi, spettacolo che ha aperto la nuova stagione de Lo Scantinato, un teatro piccolo ma col cuore grande, che ti accoglie ed è sempre diverso perché si presenta ogni volta con una nuova veste e propone un cartellone, anche quest’anno, variegato e interessante.

La trama di questa celebre commedia del Bardo è nota: il progressivo, graduale innamoramento della “bisbetica” Caterina che dopo gli scontri iniziali con Petruccio, pieni di fremiti di rabbia, vedrà lentamente cambiare i suoi sentimenti verso di lui e sarà, infine, “domata” dal suo amore. E in parallelo le beffe e gli inganni tessuti, da parte di alcuni pretendenti, ai danni di Clara, madre di Caterina, donna molto ricca e avida, che vuole cercare un marito anche per la più giovane delle due figlie, Bianca.

Novanta minuti ininterrotti di dialoghi serrati, di battute al fulmicotone, di litigi e riappacificazioni, bravissime/i tutte le attrici e gli attori che meritano ancora un applauso qui, dopo i tanti ricevuti ieri sera, iniziando dai due formidabili protagonisti Carlo Manao che dà vita a un Petruccio deciso, irremovibile e innamorato e Marcella Soldani Benzi che colora la sua Caterina, soprattutto nella parte finale, di sguardi e sospiri perfetti.

Brave Elisabetta De Angeli nel ruolo della madre e Pina Guzzo in quello della figlia Bianca; perfetti i “pretendenti” Marco Raimondi – Lorenzo, David Contri – Anselmo, Alessio Melani – Fernando e Andrea Iodice – Filippo. Completano il cast Leonardo Papi, Valentina Dell’Acqua e Chiara Barcaroli nei ruoli di narratori e servitori.

Si replica ancora il 18, il 19, il 25 e il 26 di questo mese, non perdetelo…

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