“Cosa potrebbero portare le donne alla scienza economica triste (e sessista)” di Ana Swanson, da me tradotto e rielaborato

 

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L’economia ha un problema con le donne.

Dall’asserzione fastidiosa di Larry Summer che le abilità scientifiche delle donne sono generalmente inferiori a quelle degli uomini fino alla percentuale molto più bassa di donne tra i laureati e i docenti di economia, è chiaro che la disciplina nota per secoli come “dismal science”, scienza triste, è anche, per qualunque ragione, una scienza sessista.

Noah Smith, professore assistente di finanza alla Stony Brook University, sostiene in modo persuasivo in un pezzo recente per “Bloomberg View” che il sessismo è molto più grave in economia che in altre scienze. Ciò non vuol dire che gli altri campi scientifici siano esenti da “gender gap”; in molti campi meno donne degli uomini perseguono lauree prestigiose, diventano docenti e pubblicano articoli. Ma paragonate con l’economia le altre scienze sembrano come un nirvana “femminista”, dice Smith.

Smith cita uno studio recentemente pubblicato dagli economisti Donna Gunther e Shulamit Kahn e dagli psicologi Stephen Ceci e Wendy Williams che guarda a come l’economia si paragoni alle altre discipline in termini di performance femminili. Lo studio esamina le differenze da bambini nell’elaborazione spaziale, le performance quantitative nell’infanzia e nell’adolescenza attraverso la scuola di specializzazione e le carriere in scienza accademica per tentare di localizzare dove, nella carriera di una donna, il sessismo eserciti la maggiore influenza.

Lo studio conclude che la maggior parte delle barriere per la partecipazione delle donne in certe carriere accademiche sono dovute soprattutto non alla discriminazione di genere nella forza lavoro ma alle interazioni pre-college che influenzano le idee su ciò che le donne devono fare e sono brave a fare. Queste influenze avvengono molto presto – secondo lo studio diverse aspettative di genere sulle carriere e abilità matematiche sono evidenti sin dall’asilo.

Al momento in cui le donne diventano studentesse universitarie e perseguono carriere accademiche nelle scienze il campo di gioco, per uomini e donne, nelle scienze è realmente soprattutto in termini di lavori sicuri e di ottenere promozioni – eccetto che in economia.

Lo studio mette in evidenza che l’economia sembra inusuale anche in termini di trends nel gap dei guadagni. “Le docenti titolari di economia andavano da un guadagno che è il 95% di quello che i colleghi uomini avevano ricevuto nel 1995 fino a meno del 75% di quello del 2010, una differenza grande e statisticamente significativa”.

http://www.forbes.com/sites/anaswanson/2014/12/08/what-women-could-bring-to-the-dismal-and-sexist-science-of-economics/