Fotosintesi di un vagabondo, di Luca de Antonis, recensione di Daniela Domenici

È meravigliosamente commovente, affascinante, coinvolgente e tanti altri aggettivi simili quest’opera più recente di Luca De Antonis che ho “incontrato” per la prima volta quattro anni fa con il suo “Donne con le ali”

https://danielaedintorni.com/2018/01/24/donne-con-le-ali-di-luca-de-antonis-recensione-di-daniela-domenici/

l’ho divorato in un soffio nonostante le 321 pagine e ricomincerei subito a leggerlo tanto è il suo fascino che mi ha stregato.

E’ un’opera totalmente di fantasia, come dichiara l’autore nelle sue note finali, che però ha preso spunto da una storia vera, quella di Louise Charpentier raccontata nel libro “Louise Charpentier, troubadour du XXe siecle, ou le geste d’une harpe”; cito ancora “mi interessava catturare l’essenza non solo di questa vita ma di quella delle vite di molte altre donne. Perché per le donne vivere l’avventura e la libertà ha sempre voluto dire affrontare una difficoltà in più: superare e vincere le convenzioni sociali, le consuetudini più radicate, le leggi imposte”: grazie di vero cuore, Luca, per questo!

Come non innamorarsi di Ferdie, Mo, Pauline, Jenny, George e dei loro vagabondaggi tra l’America e l’Europa, delle ininterrotte e variegate avventure che vivono, della solidarietà che incontrano, dell’amore per gli animali e per la natura in tutte le sue forme, del loro non fermarsi all’apparenza, del loro andare oltre ogni pregiudizio che sia di razza o di orientamento sessuale, dell’incarnare il celebre “sogno” di M. L. King: emozioni ad libitum, come direbbero le musiciste protagoniste: standing ovation!