Ancora un volumetto gioiello della collana Ocra Gialla della casa editrice pistoiese Via del Vento che mi ha fatto conoscere un autore francese, Eugène Dabit, nato nel 1898 e morto nel 1936, splendidamente tradotto, come sempre, e curato da Stefano Serri.
E’ una raccolta di quattro racconti, pubblicati su Paris-Soir tra il 1933 e il 1936, per la prima volta tradotti in Italia, insieme ad alcuni stralci del suo Diario intimo. Come scrive Serri nella postfazione “in poche righe Destini compendia i temi dell’opera di Dabit, il lavoro, umile, tangibile, con puzzo di sudore, miseria e noia, morte talvolta; la tenebra della solitudine e dell’indifferenza che un caso può rischiarare oppure no; la città che spalanca le sue fauci troppo buie o troppo accese, il corpo che reclama un corpo, la speranza nonostante tutto”. E lo fa con uno stile essenziale, senza fronzoli, doloroso, che non lascia indifferenti, che può turbare o disgustare ma che va accettato in toto: complimenti!

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