accadde…oggi: nel 2018 muore Rita Borsellino

Rita Borsellino – Attivista e politica. Dopo la morte del fratello Paolo ha fatto della lotta alla mafia un impegno civile e politico [biografia]

Rita Borsellino nasce a Palermo, nel quartiere della Kalsa, il 2 giugno 1945, ultimogenita del farmacista Silvio Borsellino e di Maria Pia Lepanto. Con la sorella maggiore Adele e il fratello Salvatore ha un ottimo rapporto, ma il feeling maggiore è con il fratello Paolo, che per essere nata il 2 giugno, proprio il giorno della nascita della Repubblica italiana, la chiama la repubblichina.

Dopo la morte del padre, la farmacia di famiglia viene data in gestione a terzi, perché Paolo studia giurisprudenza, gli altri fratelli già lavorano e la madre non può occuparsene. E dunque, l’attività passa momentaneamente ad un’altra persona, in attesa che la piccola Rita cresca e possa finire gli studi in farmacologia. Dopo aver frequentato il liceo classico, infatti, si iscrive alla facoltà di chimica e farmaceutica dell’Università di Palermo e quando si laurea nel 1967 rientra immediatamente in possesso dell’attività di famiglia. Nel 1969 Renato Fiore, anche lui farmacista, dal quale ha tre figli, Claudio, Cecilia e Marta. La sua vita trascorre tranquilla, pur consapevole dei rischi che il fratello Paolo corre quotidianamente per il suo lavoro di giudice, ma cambia violentemente il 19 luglio 1992. Quel giorno, Paolo Borsellino viene ucciso dalla mafia che fa scoppiare un’autobomba sotto casa della madre, in via D’Amelio. Il tragico evento segna profondamente Rita, spingendola a trasformare il suo dolore in impegno civile e politico. È da quel momento, infatti, che Rita inizia a dedicare il resto della sua vita a mantenere viva la memoria del fratello e a promuovere i valori di giustizia e lotta alla mafia.

Sulla scia di dolore e indignazione per il secondo omicidio di mafia in meno di due mesi, dopo quello di Giovanni Falcone, Rita è in prima linea nelle manifestazioni che chiedono verità e giustizia per Paolo Borsellino. Partecipa ad incontri, dibattiti, iniziative nelle scuole e diventa velocemente un punto di riferimento per tutti gli attivisti dell’antimafia. Nel 1995, infatti, diventa vicepresidente di Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti, e contribuisce all’approvazione della legge n. 109/96 sull’uso sociale dei beni immobili confiscati alle mafie e sostiene attivamente il progetto Libera Terra. Insieme all’Arci, poi, è tra la fondatrici della Carovana antimafia.

Nel 2005 diventa presidente di Libera, carica che, però, lascia l’anno successivo, quando, nel 2006, riceve la proposta di candidatura alla presidenza della Regione Siciliana con la coalizione di centrosinistra “L’Unione”, prima donna a candidarsi per il ruolo di governatrice. Allo spoglio, Rita Borsellino ottiene moltissimi voti arrivando a una percentuale del 41%, ma non basta e non viene eletta per 300mila voti. Viene eletto Tòtò Cuffaro. Nonostante questo, però, la sua candidatura eleva il livello della politica siciliana e porta sul tavolo delle discussioni temi come la lotta alla mafia, la trasparenza amministrativa e lo sviluppo sostenibile. Nel 2007, accetta la proposta del cantautore Fabrizio Moro, a girare con lui il videoclip della canzone “Pensa”, diretto da Marco Risi

Nel 2009, poi, Rita Borsellino accetta di candidarsi tra le fila del Pd all’europarlamento e questa volta ce la fa. Durante il suo mandato, dunque, porta avanti il tema della giustizia, della lotta alla criminalità organizzata, della tutela dei diritti umani e dello sviluppo regionale. È parte della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) e della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l’Unione del Maghreb arabo. Nonostante il suo lavoro di europarlamentare, Rita Borsellino non abbandona mai la sua attività di promozione della legalità e della memoria delle vittime della mafia. Continua a partecipare, infatti, a numerosi incontri con studenti, insegnanti e cittadini, portando la sua testimonianza e incoraggiando l’impegno civile. Nel 2012 si candida a sindaco di Palermo ma perde, eppure resta impegnata nelle sue battaglie senza perdere mai un colpo, nemmeno quando si ammala. Con la sua testimonianza, infatti, continua a ispirare migliaia di persone, soprattutto giovani, spingendoli a credere nella forza della legalità e dell’impegno civile. Nel 2015 diventa presidente del Centro studi “Paolo Borsellino”.

Rita Borsellino muore a Palermo il 15 agosto 2018, all’età di 73 anni e la sua scomparsa suscita in tutta Italia un’onda di commozione e di cordoglio, a testimonianza del profondo segno che ha lasciato nella società civile e politica. La sua vita è ancora oggi un esempio di resilienza, di coraggio e di instancabile lotta per la giustizia e la verità.