La stagione del fango, di Antonio Fusco, Giunti editore 2020, recensione di Daniela Domenici

Uno dei gialli più belli che abbia mai letto (e chi mi segue da tempo sa che sono alquanto numerosi) questo di Antonio Fusco, funzionario della Polizia di Stato e criminologo forense napoletano-fiorentino, che ho divorato in un soffio e che mi avvinto e affascinato sin dalle prime pagine.

È il suo primo giallo che leggo e quindi non conoscevo il commissario Casabona di cui mi sono innamorata sin da subito per la magica caratterizzazione che ne fa Fusco, per la sua anima napoletana che colora tutta la storia, per la sua correttezza esemplare, per il suo innato e profondo senso del dovere, per la perfetta collaborazione e sintonia che ha saputo creare con il suo staff ma anche con altri colleghi, per il suo essere un uomo che ha qualche difficoltà a capire e a interagire con le sue donne, Francesca e Barbara “in fondo è così che funzionano le relazioni amorose. Con la forza della passione e dell’innamoramento si costruiscono solidi e possenti edifici che posano sulle instabili fondamenta dei sentimenti”: standing ovation!

Commovente il suo amore per Napoli, i suoi paesaggi, il suo dialetto, i suoi cibi, le sue tradizioni; e complimenti di vero cuore per aver dedicato questo libro “a tutte le vittime di giustizia. A chi ha pagato un prezzo altissimo per fatti che non aveva commesso e per colpe che non aveva. A iniziare da Enzo Tortora…”: grazie, Antonio!

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